Galenica
29 Settembre 2017Il 5-Fluouracile può essere utilizzato in questi casi come unguento, crema o soluzione glicolica. Importante è valutare la stabilità della soluzione o della crema con farmaci di natura acida o alcalina.
Unguento di 5-Fluorouracile:
Materiali: bilancia, spatola, piastra per creme, cappa citotossici
5-Fluorouracile 5g
Paraffina liquida 1g
Vaselina filante q.b. a 100g
Levigare il 5-fluorouracile con la paraffina liquida. Aggiungere una piccola quantità di vaselina filante e miscelare con la spatola fino ad omogeneità. Continuare ad aggiungere vaselina con progressione geometrica fino ad ottenere un composto omogeneo.
Crema di 5-Fluorouracile:
5-Fluorouracile 5g
Acqua depurata 1g
Crema base FU q.b. a 100g
Procedimento come il precedente.
Il procedimento, di per sé, non si discosta molto da quello classico utilizzato per realizzare la vaselina salicilica. Dove sta, quindi la complicazione di cui parla il titolo? La complicazione sta nella natura stessa del 5-fluorouracile. Esso, infatti è un analogo strutturale della pirimidina ed esercita attività antineoplastica una volta assorbito dall'organismo e trasformato in F-dUMP (5-Fluoro desossiuridinamonofosfato). Questa molecola si lega irreversibilmente ad un cofattore dell'enzima timidilato chinasi interrompendone l'attività e bloccando, di conseguenza, la sintesi di DNA e di RNA. Una volta assorbito, il fluorouracile si distribuisce prontamente in tutto l'organismo, compreso il liquido cefalorachidiano. È un agente potenzialmente mutageno e teratogeno: per questo necessita di ambienti dedicati per garantire la sicurezza dell'operatore. E qui sta la "complicazione" della preparazione.
Può essere, infatti, maneggiato solamente o in cappe glove-box con filtro HEPA assoluto o, meglio ancora, in un locale dedicato dotato di flusso in depressione con filtro HEPA e cappa chimica con flusso anch'esso in depressione. A tutela della salute dell'operatore, si utilizza mascherina con filtro per polveri, occhiali protettivi e indumenti usa e getta che sono poi smaltiti come rifiuto citotossico.
Infatti, il 5-fluorouracile non deve entrare in contatto con le mucose o con gli occhi pena l'assorbimento dello stesso e fenomeni di irritazione (con conseguente rischio di effetti mutageni).
A tal proposito, gli strumenti utilizzati, quando non usa e getta, è opportuno che siano dedicati alla sola lavorazione degli agenti citotossici per evitare di contaminare altre preparazioni.
Anche se esclusivamente dedicati, la pulizia degli strumenti deve avvenire con solventi di natura diversa al fine di eliminare ogni traccia di sostanza citotossica. Per evitare inquinamento ambientale, l'acqua di lavaggio si raccoglie in apposito contenitore per poi venire eliminata come rifiuto citotossico.
Se applichiamo queste attenzioni, possiamo realizzare un medicinale orfano molto efficace ed importante, in grado non solo di ridurre le cheratosi attiniche, ma anche di prevenirne la ricomparsa fino a 2 anni dopo il trattamento.
Il trattamento con questi preparati diminuisce l'attività della proteina p53 e i livelli di procollagene I a livello cutaneo, rendendolo interessante anche per risolvere ispessimenti ed iperpigmentazioni cutanee derivate da danni solari.
Importante è ricordare ai pazienti di applicare l'unguento o la crema utilizzando dei guanti e quindi evitare che il principio attivo entri in contatto con zone sane di cute.
Nel caso ciò succedesse, oltre ai rischi mutageni che comporta l'assorbimento, può svilupparsi eritema, erosioni e dolore e fotosensibilizzazione locale. Il bendaggio occlusivo e le radiazioni ultraviolette possono aggravare l'irritazione creata dall'applicazione del farmaco.
Luca Guizzon
Farmacista esperto di fitoterapia e Responsabile del laboratorio galenico di Farmacia Campedello
Per suggerimenti, richieste e feedback: luca@guizzon.it - www.farmaciacampedello.it
Fonti
Jama Dermatol.2015 Sep;151(9):952-60
Dermatol Surg.2014 Jun;40(6):610-7.
J Cutan Med Surg.2014 Jul-Aug;18(4):229-35.
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