Dalla capsaicina uno spray per le riniti. Con ricetta non ripetibile
La capsaicina è un derivato del metabolismo di un acido grasso monoinsaturo, e la diidrocapsaicina lo è della versione satura. Sono metaboliti secondari delle piante, come gli altri capsaicinoidi. Vengono prodotti da ghiandole situate tra la parete del frutto e la placenta (il tessuto che sorregge i semi): soprattutto quest'ultima è ricca di capsaicina, mentre i semi, contrariamente all'opinione comune, sono ricoperti in superficie di capsaicinoidi ma ne sono internamente privi. Capsaicina e capsaicinoidi sono alcaloidi incredibilmente stabili: restano inalterati per lungo tempo, anche dopo cottura e congelamento. La capsaicina fu scoperta nel 1816 da P.A. Bucholtz, il quale isolò la sostanza piccante dai peperoncini macerati mediante solventi organici. Il metodo è tuttora utilizzato per estrarre l'oleoresina dai peperoncini. Nel 1846 L.T. Thresh la sintetizzò in forma cristallina, e la battezzò capsaicina. Al contenuto di capsaicina delle diverse varietà di peperoncino è dovuta la classificazione in unità Scoville, che possono variare dalle 5kSU del peperoncino "friggitello", fino ai 577kSU del Red Savina Habanero. Recentemente si sono coltivate proprietà con valori vicine al milione di SU che le rendono pratiche per l'estrazione di oleoresina (si pensi che a tali SU circa il 3% del peso è capsaicina). Oltre all'uso come spray antiaggressione, la capsaicina si sta recentemente studiando per i suoi effetti contro la rinite non-allergica. Si parla di rinite-non-allergica quando la diagnosi medica riscontra sintomi perenni di rinorrea, congestione e starnuti senza eziologia allergica identificabile o di altra natura. A differenza delle riniti allergiche, le riniti idiopatiche non hanno una evidente base infiammatoria: recenti studi sembrano piuttosto attribuirne le cause ad una deregolazione neurale della mucosa nasale. In tale contesto, l'applicazione nasale di capsaicina sembra essere, oltre che confermata da sempre più trials clinici, una valida alternativa per quei pazienti dove i trattamenti standard non riportano successo. L'azione terapeutica della capsaicina è dovuta alla desensibilizzazione del TRPV1 e la deplezione di sostanza P. Questo reduce l'iperattività della mucosa nasale con conseguente riduzione dei sintomi. Tale effetto è tanto più rilevante, quanto più è stato stabilito che nei pazienti con rinite idiopatica, I recettori vanilloidi di tipo1 sono sovraespressi nella mucosa nasale. Inoltre, i pazienti hanno una presenza di sostanza P (che stimola la secrezione acquosa) molto maggiore rispetto al normale. Un recente articolo (gennaio 2018, Allergy) ha considerato "convincente" l'efficacia del trattamento con capsaicina per le riniti idiopatiche anche se poco si sa degli effetti della capsaicina nei casi di "riniti miste". Tuttavia, una Cochrane review del 2015 aveva concluso sottolineando l'opportunità di un trattamento a base di spray di capsaicina, con effetti che si protraevano anche fino a 36 settimane dalla conclusione del trattamento. Mancano tuttavia dati definitivi sulla modalità di applicazione e trials condotti su campioni più ampi. La capsaicina è presente come Lamine rettangolari o scaglie, di sapore bruciante molto solubili in alcool. Effetti collaterali dall'uso di spray sono irritazione della mucosa con sintomi quali tosse e arrossamento, fino al dolore urente e bruciore.
Esempio formulativo: Vitamina C 100 mg Eucaliptolo 100 mg Estratto di Rosmarino 50mg Capsaicina 1 mg Alcool 100ml Glicerina 20 ml Nipagina 0,1 g Acqua purificata qb a 100ml Da valutare la quantità di liquido per ogni puff: infatti la dose utilizzata negli articoli varia da 1 µg a 4 µg per puff dose. Sciogliere 100mg di capsaicina in 100ml di alcool. Di questa soluzione, solubilizzare 1ml in 20ml di glicerina con l'estratto di rosmarino e l'eucaliptolo. Portare ad ebollizione l'acqua e solubilizzarvi la nipagina, Dopo raffreddamento aggiungere la vitamina C e miscelare a poco a poco questa soluzione con la soluzione di principi attivi. La formulazione di questo spray richiede ricetta non ripetibile e scrittura in tutte lettere del dosaggio della capsaicina in quanto veleno. Si consiglia di utilizzare dispositivi di protezione individuale quali occhiali e mascherine con filtri a carboni attivi per evitare irritazione dell'operatore da maneggiamento della capsaicina.
Luca Guizzon Farmacista territoriale esperto in fitoterapia, Farmacia Campedello, Vicenza
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