Politica e Sanità
17 Novembre 2011La convenzione delle farmacie è esclusa dal congelamento dei contratti che la Manovra approvata giovedì dal Governo impartisce su tutto il settore sanitario, che si tratti di personale dipendente o convenzionato (come i medici di famiglia). La conferma arriva dalla Sisac, la struttura interregionale che tratta per i governatori i rinnovi convenzionali, ma tra gli addetti ai lavori era cosa già nota: l’intesa che lega Ssn e farmacie, infatti, è a “costo zero” per le casse pubbliche e di conseguenza non ci sono aumenti salariali o spese aggiuntive da tenere sotto controllo. Assieme al chiarimento, poi, dalla Sisac arriva anche un’anticipazione che ha il sapore della bella notizia: «Siamo in attesa di una convocazione da parte del Comitato di settore per la Sanità delle Regioni» dice a Farmacista33 Simone Cuccia, vice coordinatore della Struttura «nell’incontro dovrebbe esserci consegnato l’atto d’indirizzo per l’avvio delle trattative con le farmacie». Parole che parrebbero confermare voci ufficiose provenienti da altre fonti, secondo le quali il Comitato avrebbe in programma una riunione per giovedì prossimo. In sostanza, si concretizzerebbe la previsione che indicava l’apertura del tavolo per il rinnovo della Convenzione entro l’estate: la prassi consolidata, infatti, prevede che al ricevimento dell’atto d’indirizzo (cioè la piattaforma contrattuale con cui le Regioni fissano i paletti del confronto) la Sisac convochi i sindacati in un lasso di tempo ristretto per ufficializzare l’avvio della negoziazione. «E’ una bella notizia» commenta Francesco Schito, vicepresidente di Assofarm «se fosse confermata vuol dire che prima della pausa estiva un incontro si riesce già a farlo. Di certo non sarà un confronto facile, perché dovremo trattare di nuovi servizi e riforma della remunerazione garantendo zero spese per le Regioni». Condivide Alfonso Misasi, segretario nazionale di Federfarma: «Avremo da lavorare parecchio, soprattutto sui nuovi servizi in farmacia, che nella nuova Convenzione dovranno trovare una collocazione remunerativa per le farmacie anche se a costo zero per il Ssn. E poi cercheremo di concordare con le Regioni una remunerazione unica a livello nazionale per la dpc, in modo da superare la frammentazione attuale».
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