Politica e Sanità
30 Novembre 2011Una tavola rotonda milanese mette a fuoco le strategie della grande distribuzione, e della produzione, nei confronti del settore del farmaco. Che, si voglia o meno, può essere un bel business
Passione per la crescita, servire il consumatore (o meglio lacquirente, in inglese shopper) attraverso linnovazione. Questo il titolo che si è dato il Forum di ECR Europe, che ha scelto Milano come sua sede. LECR, Efficient Consumer Response, è un ente congiunto tra imprese industriali e commerciali che si occupa, come è naturale, del mercato. Tutto il mercato, soprattutto nei settori che si presumono caldi, ergo anche
E qui interviene la deregulation, alla quale lItalia si è affacciata per ultima. E al di là di tutti i discorsi sullaccessibilità o meno del bene farmaco, al fondo questa è la spinta, anche perch� avere il farmaco in corsia aumenta anche la fidelizzazione del pubblico (sempre chiamato shopper). La deregulation viene dipinta come inevitabile, e sempre più ampia, che non potrà, prima o poi, non riguardare letico. Intanto, però, si è fatto anche notare come il settore del benessere, più che quello della cura, stia assumendo un peso sempre maggiore anche allinterno del canale farmacia. In qualche modo, si ipotizza che, tra una grande distribuzione che apre gli scaffali al farmaco, e la farmacia che li apre al cosmetico eccetera, potrebbe anche esserci un incontro a mezza strada. Le farmacie, quindi, dovranno puntare sullofferta di servizi a valore aggiunto ha detto Ornella Barra, ma le farmacie cui alludeva sono soprattutto quelle future, con proprietà mista o direttamente di società di capitali. Perch�, tra le tappe più prossime della deregulation, figura appunto quella della titolarità, per la quale pende ancora la procedura di infrazione per Italia, Francia e Austria. Ma questo è appunto il futuro, loggi è lOTC allipermercato, e su questo si è concentrato lintervento di Tassinari della COOP. Utile il riassunto che ha fatto della situazione: dallentrata in vigore della legge Bersani al marzo scorso sono stati aperti 424 punti vendita: 108 sono corner della grande distribuzione, 57 dei quali della COOP stessa, che detengono il 70% del giro daffari. Lobiettivo è di arrivare a novembre con 77 corner. Per ogni corner si stima un fatturato di 450.000 euro, con un risparmio medio per il cittadino del 25,5%. Tassinari si è detto soddisfatto della scelta fatta, ma ha definito faticoso il conto economico, potendo contare soltanto
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