Politica e Sanità
30 Novembre 2011Uno studio epidemiologico ha riscontrato una maggiore probabilità di sviluppo di asma entro i 7 anni d''età, in bambini che hanno ricevuto antibiotici nei primi 12 mesi di vita. Nella maggior parte dei casi - spiega Anita Kozyrskyj dell''University of Manitoba di Winnipeg, USA - gli antibiotici vengono prescritti per il trattamento di infezioni di tipo respiratorio, con sintomi che possono anche essere un segnale dell''asma futura. Proprio perchè è difficile attribuire lo sviluppo della malattia al farmaco, gli autori hanno preso in considerazione terapie antibiotiche somministrate anche contro patologie non respiratorie. Il legame è stato riscontrato in uno studio coordinato da Kozyrskyj e pubblicato su Chest, in cui sono stati analizzati i dati relativi a 13.116 bambini da zero a 7 anni. In particolare: uso di antibiotici nel primo anno di vita e presenza di una diagnosi di asma entro i 7 anni, infezione che giustificava la prescrizione antibiotica, sesso, contesto di appartenenza (urbano o rurale), reddito della famiglia, presenza di fratelli all''età di 7 anni, eventuale asma materna e convivenza con cani. Nel gruppo in esame, il 6% dei bimbi di 7 anni soffriva d''asma e al 65% di loro era stato prescritto almeno una volta un antibiotico. Tra i piccoli sottoposti a cura antibatterica, il 40% aveva ricevuto l''antibiotico per un''otite media, il 28% per altre infezioni delle alte vie respiratorie, il 19% per infezioni del basso tratto respiratorio e il 7% per infezioni non respiratorie. Dall''analisi è dunque emerso che, per i bambini che avevano assunto più di 4 cicli antibiotici nei primi 12 mesi di vita, il rischio di ammalarsi di asma prima dei 7 anni era 1,5 volte maggiore rispetto ai bimbi non trattati. Rispetto a questi ultimi, inoltre, quelli curati con un antibiotico contro infezioni non respiratorie mostravano una probabilità doppia di asma a 7 anni. Infine la convivenza con un cane e asma materno sono risultati fattori legati a un maggior rischio asma.
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