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Politica e Sanità

30 Novembre 2011

Chiuso il tavolo della farmaceutica


Sono giunte al termine le consultazioni tra Governo e parti interessate. I risultati di vedranno nel DPEF e nella Finanziaria. Non c’è però molto ottimismo

Senza grandi variazioni rispetto a quanto già si conosceva, è stata presentata la relazione finale sui lavori del cosiddetto Tavolo sulla farmaceutica. Ora la parola passa ai ministeri competenti (Salute,  Economia e Sviluppo economico) per essere poi tradotta nel documento di programmazione economica e finanziaria e, quindi, nella prossima Legge finanziaria. Un punto saliente è la previsione di un tetto unico per la spesa farmaceutica, che consideri sia quella convenzionata al lordo del ticket, sia quella relativa ai medicinali in distribuzione  diretta ed erogati dalle farmacie ''in nome e per conto'' delle  Asl. In questo modo si sanerebbe una contraddizione a più riprese sollevata dagli economisti del farmaco: attuando la forme alternative di distribuzione si rischiava in alcune realtà di comprimere un capitolo di spesa facendone aumentare un altro.  L’altro aspetto è la contrattazione del prezzo con i produttori, che sarà differenziata a seconda che si tratti di medicinali più  ''anziani'' o di prodotti innovativi. Che, come anticipato, richiama molto da vicino le misure esaminate anche in Gran Bretagna. Il nuovo documento segue la bozza avanzata dalla parte pubblica, ma  con qualche limatura. A quanto si apprende, il tetto  unico e la contrattazione differenziata dovrebbero essere confermati  anche dopo eventuali osservazioni dei ministeri. Fra gli altri ''nodi''  importanti contenuti nel documento all''esame dei tecnici ministeriali: i meccanismi di ripiano dell''extratetto a carico dei privati e delle  Regioni, la possibile istituzione di Commissioni regionali per  l''appropriatezza prescrittiva e una serie di misure e incentivi per  agevolare le imprese che investono in ricerca e sviluppo.  Piuttosto negativo il commento di Giorgio Siri, presidente di Federfarma. "Un tavolo sulla farmaceutica ''a  spizzichi e bocconi'' non ha senso e non porta a soluzioni condivise".

Sulle politiche di spesa affrontate dal tavolo, Siri ha aggiunto che “si continua a raschiare percentuali sulla farmaceutica,  mentre sul 42% di aumento di spesa sanitaria nel suo complesso non si  fa nulla, perch� non ci sono i dati. Dati che le farmacie e  l''industria continuano, forse stupidamente, a fornire. Si continua  così - ammonisce - a fare un gioco a sorpresa, assai pericoloso. E non mi sembra ci sia la volontà di sedersi tutti insieme attorno a un  tavolo per scoprire le carte. Non è possibile - spiega - che un tavolo incontri separatamente i farmacisti, gli industriali, i distributori  intermedi". Secondo Siri, sarebbe  necessario "confrontarsi tutti insieme, denunciando cos''è che non va e impegnandosi a trovare una soluzione comune e condivisa.

Addirittura � ha raccontato - l''ultima volta i tavoli con gli addetti ai lavori sono  stati convocati in stanze e piani separati per non incontrarsi  all''uscita. Questo - conclude Siri - non ci sembra un bel modo di  agire". Non eccessivamente roseo neppure il commento di Sergio Domp�, presidente di Farmindustria: "Se dopo il lavoro del tavolo, la situazione dovesse rimanere immutata - ha detto - e se a tante parole non dovesse seguire un minimo di coerenza con i fatti, potremmo dire che la montagna non ha partorito neanche il topolino". E ancora: ''''non chiediamo n� favori n� aiuti - ha precisato - ma vogliamo sapere qual e'' l''interesse del Paese per questo comparto. Se la risposta non ci sarà o sarà ancora una volta penalizzante per le imprese, chi pensava di sviluppare qui ulteriori investimenti, con molta probabilità, non lo farà. Non attrarremo nuova spinta dal capitale internazionale, e anche quelle aziende italiane in forte svil

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