Politica e Sanità
30 Novembre 2011''Regole'' diverse per i certificati per gli infortuni sul lavoro rilasciati dai medici di famiglia. Il camice bianco, infatti, potrà decidere se aderire o no all''accordo, firmato da alcune sigle sindacali con l''Inail, che consente al lavoratore di non mettere più mano al portafoglio per anticipare le spese e di evitare la fila all''ufficio postale per la spedizione, grazie alla trasmissione telematica dallo studio del camice bianco. L''indicazione, che permette al camice bianco di rilasciare i certificati in regime libero professionale o in ''convenzione'', è emersa dall''incontro di oggi a Roma, tra i delegati dell''Istituto assicurativo e il Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), contrario all''accordo già siglato da Fimmg, Simi e Simet. ''''Abbiamo deciso di non firmare l''accordo - ha spiegato Mauro Martini, presidente dello Snami - in primo luogo perch� viene richiesta una sorta di certificazione medico-legale che, secondo noi, esula dai compiti del medico di medicina generale. Nella certificazione, infatti, vengono richiesti dati anamnestici sui pazienti che riteniamo non essere di nostra competenza''''.
La seconda ragione del ''no'' dello Snami è di ordine economico. ''''Non ci soddisfa la proposta - continua Martini perch� vengono pagati soltanto tre certificati sugli eventuali 5 o 6 di cui il paziente ha bisogno. Non solo. Se uno di questi tre viene fatto dal Pronto soccorso viene rimborsato al Pronto soccorso e non al medico di famiglia''''. La mancata firma dell''accordo da parte dello Snami, unita al fatto al fatto che l''Inail non è delegata ad accordi nazionale, ''''fa sì - ha precisato Martini - che i medici possano continuare a rilasciare certificati in regime libero professionale. I camici bianchi, però, anche quelli iscritti allo Snami, possono decidere autonomamente se aderire all''accordo''''.
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