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Politica e Sanità

30 Novembre 2011

Sull’orario in ordine sparso


Il caso di una deliberazione del TAR del Lazio rilancia la questione degli orari di apertura. E’ venuto senz’altro il momento di adattare il servizio alle esigenze del pubblico, come già sostenuto dalla Federazione nazionale, ma in modo organico

Il Tribunale amministrativo del Lazio è intervento sulla vicenda in una titolare di Roma che aveva fatto richiesta all’ASL Roma A di modificare gli orari di apertura. La farmacista aveva inoltre chiesto di non effettuare la chiusura annuale per ferie, di non osservare il turno di chiusura festivo. In data il 22 marzo 2007 l’ASL aveva rigettato la richiesta e la titolare ha deciso di ricorrere al giudice amministrativo, richiedendo in via cautelare l’annullamento della comunicazione dell’Azienda sanitaria. Il punto, secondo la ricorrente, era che l''articolo 10 comma 2 della Legge regionale n.2612002, consente, per specifici ambiti comunali, la possibile modifica agli orari di apertura delle farmacie e alle relative ferie e che a questa norma, in pratica, il Comune si era rifatto per consentire a un’altra farmacia, posta all’interno di una stazione ferroviaria, l’apertura in deroga ai limiti prescritti. Il TAR ha dato ragione alla ricorrente, rilevando che non esiste una disposizione particolare per le farmacie poste all’interno di stazioni ferroviarie e che, quindi, è su altre basi che andrebbe opposto un rifiuto. Di qui l’accoglimento dell’istanza cautelare. In effetti, come da tempo fatto presente anche dal presidente della Federazione nazionale degli Ordini, Giacomo Leopardi, è “evidente che una farmacia debba calibrare l’orario anche sulle particolari esigenze, quando vi sono, della popolazione”. Piena disponibilità, dunque, ad affrontare la questione.

“Quello che va evitato, però, è che si crei una situazione disomogenea” dice il vicepresidente della FOFI Andrea Mandelli. “Rivedere orari e ferie ci vede favorevoli, ma se si parla di un presidio del Servizio sanitario nazionale, tutto questo andrà fatto salvaguardando comunque i livelli minimi di accesso alle farmacie, con particolare riguardo al servizio di turnazione anche diurna. Altrimenti si rischia un “effetto centro commerciale” nel quale sia ha sì l’apertura domenicale, ma soltanto all’inizio del mese, quando c’è la maggiore capacità di spesa”.

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