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Politica e Sanità

30 Novembre 2011

Ma senza il farmacista, no


 Una nuova indagine sull’OTC fuori canale e, in generale, sull’automedicazione. La possibilità di acquistare anche al supermercato piace, ma soltanto se è presente un professionista

L’indagine, presentata ieri a Roma, è stata condotta dal CENSIS per conto dell’Associazione nazionale dell''industria farmaceutica dell''automedicazione (ANIFA). Sul tema è stato intervistato un campione di 800 persone rappresentativo della popolazione italiana. Per quanto riguarda la liberalizzazione della vendita dell’OTC, il primo dato è che la conoscenza del tema è pressoch� universale: ne è informato il 92,6% del campione. La possibilità di acquistare anche fuori dalla farmacia trova il consenso del 61% del campione, mentre si dice contrario il 30%  e il 9% non manifesta un parere al riguardo. Come dice la sintesi del rapporto, “più favorevoli all’idea di un’articolazione dei canali di vendita sono i laureati (68,5%), i giovani (64,3%) e gli adulti (67,3%), mentre sono maggiormente ancorati al monopolio delle farmacie gli anziani (38,9%) e le persone con stato di salute insoddisfacente (48,4%)”. Ma alle dichiarazioni di principio del campione corrisponde un’esperienza concreta assai più limitata: meno del 12% degli intervistati ha acquistato prodotti da banco nei canali alternativi, di cui l’8,8% nei supermercati, meno del 3% nelle parafarmacie e in negozi diversi, e una quota assolutamente irrilevante su internet (0,1%).

Ma se esiste una corrente favorevole a rompere il monopolio della farmacie, secondo il CENSIS, questo non significa assolutamente che gli italiani abbiano un rapporto assolutamente disinibito nei confronti del farmaco, sia pure da banco. “Infatti” si legge nello studio “è ben l’81% la quota che dichiara che i farmaci da automedicazione non devono essere venduti senza che vi sia un esperto capace di dare i consigli adeguati. E’ vero che sono soprattutto gli anziani a ritenere necessaria la presenza del farmacista, ma le quote di persone che condividono questa opinione sono comunque superiori al 78% anche tra i giovani e gli adulti”. Inoltre, per restare in tema di competizione e scelta, secondo il 60% del campione, i canali alternativi dovrebbero offrire un mix di prodotti, almeno per tipologie, uguale a quello delle farmacie. Secondo Sergio Daniotti, presidente di ANIFA “Il primo dato importante che emerge dal rapporto è che il farmaco non può assolutamente essere assimilato ad altri prodotti del mass-market; le persone ormai denotano atteggiamenti maturi e capacità di utilizzare con oculatezza sia le informazioni selezionate sia le esperienze effettuate, per scegliere il medicinale più adatto, apprezzandone al contempo la facilità d’uso e l’efficacia."

Un commento è venuto anche dalla Federazione nazionale degli Ordini: “Questi dati, oltre a rappresentare un importante riconoscimento della professionalità e dell’impegno dei farmacisti, vanno accolti come stimoli per continuare a migliorare la qualità delle prestazioni, garantendo ai cittadini un punto di riferimento all’altezza delle aspettative. Inoltre � a conferma di quanto la FOFI sostiene da tempo - dallo studio si evince che, per l’acquisto dei medicinali, buona parte degli anziani e delle persone con problemi di salute  preferisce rivolgersi alle farmacie, percepite come presidi sanitari fondamentali e facilmente accessibili, anche negli orari notturni”. La Federazione, per rendere sempre più aderente ai bisogni di salute della popolazione l’azione del farmacista, sta predisponendo due servizi che partiranno prossimamente: la distribuzione delle schede di Educazione Al Paziente (EAP), che saranno fornite gratuitamente dai farmacisti in allegato ai medicinali da banco, per spiegare in termini semplici e chiari il corretto uso di ogni farmaco, e la farmacovigilanza che, dopo la sperimentazione di Milano e Lodi, sarà estesa a tut

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