Politica e Sanità
30 Novembre 2011Prosegue il conto alla rovescia per l’uscita del dl sviluppo e intanto dal mondo delle professioni arrivano nuovi appelli al Governo perché sia lontano dalle sirene delle liberalizzazioni. E’ il caso dei consulenti del lavoro, il cui Centro studi ha elaborato un pacchetto di proposte per il rilancio della crescita che polemizza apertamente con il notissimo manifesto in cinque punti lanciato a settembre da Confindustria, in cui si invoca anche l’apertura delle professioni al mercato. A quel programma i consulenti del lavoro rispondono con un “contromanifesto” in quattro punti la cui filosofia è quella di riqualificare la spesa pubblica. Come? Innanzitutto c’è la proposta di sforbiciata ai finanziamenti pubblici e una stretta su finanziamenti a fondo perduto e agevolazioni fiscali; poi un giro di vite sui bilanci delle Authority pubbliche, a cominciare ovviamente dall’Antitrust (visto come un nemico da molte professioni); infine si ipotizza una riforma del welfare e dell’istituto della Cassa integrazione, di cui molte aziende abusano. «Alcune di queste proposte» è la tesi di Rosario de Luca (foto), presidente del Centro studi «potrebbero essere concretizzate in tempi molto rapidi, eppure non se ne parla. Il perché è semplice: tutti coloro che hanno finora formulato programmi sono soggetti economici con interessi di parte».
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