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Politica e Sanità

30 Novembre 2011

Sifo, farmacista di reparto riduce errori e fa risparmiare


Riduzione fino all’88% delle scorte di farmaci nei vari reparti ospedalieri, abbattimento del 30% delle possibilità di errori nella somministrazione dei farmaci, quali gli scambi di medicine tra un paziente e l’altro, e riduzione degli eventi avversi, con un risparmio sui costi sanitari e una diminuzione della durata delle degenze. Questi alcuni dei risultati del progetto pilota, avviato nel marzo 2010 dal Ministero della Salute e affidato alla Sifo, che ha introdotto in cinque ospedali (Torino, Padova, Ancona, Bari, Taormina) la figura del farmacista di dipartimento in affiancamento al medico in corsia. Nel progetto ministeriale, i cui risultati sono stati resi noti nel corso della presentazione del manuale teorico-pratico sul farmacista di dipartimento, sono stati coinvolti, in particolare, i reparti di Oncologia ed Ematologia. Secondo quanto emerso, «il farmacista può concorrere a prevenire gli errori in terapia, intervenendo in ognuna delle fasi che caratterizzano il percorso del farmaco in ospedale», aumenta il «numero di pazienti iscritti nel Registro Aifa dei farmaci oncologici e migliora l’attività di vigilanza e prevenzione del rischio clinico». Nei centri coinvolti sono state effettuate indagini sulla soddisfazione di pazienti e operatori sanitari. «Il 58% dei pazienti ritiene che il farmacista di reparto svolga un ruolo importante nella spiegazione della terapia e tutti i camici bianchi hanno giudicato positivamente la sperimentazione: il 70,6% per la possibilità di confronto e il 20,4% per l’alleggerimento del carico di lavoro». Giudizio positivo anche da Luigi D''Ambrosio Lettieri, segretario della XII commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama e vice presidente Fofi: «Il progetto evidenzia come tutela della salute e governo della spesa possano viaggiare sullo stesso binario. In questo senso, è evidente che la sinergia tra figure strategiche è fondamentale per vincere le nuove sfide. Questo non può che incoraggiare ministero della Salute, Sifo, Fofi e tutti i soggetti coinvolti, a proseguire nella direzione intrapresa».

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