Politica e Sanità
23 Dicembre 2011Giorno strano quello di ieri, per i titolari di farmacia: facce scure alla mattina, sguardi più sereni alla sera, anche se velati da un’incertezza che evaporerà soltanto oggi. Cambi d’umore che seguono le evoluzioni della Manovra del Governo, come certi diavoli meno brutta di quanto si credesse man mano che si disvela. Certo, a incupire avevano provveduto le anticipazioni di domenica, tanto che lunedì mattina a girare per farmacie pareva di essere a Hiroshima il giorno dopo: liberalizzazione della fascia C (eccezion fatta per alcune categorie), quorum a quattromila abitanti con istituzione automatica della nuova sede al primo residente oltre la soglia (quindi, di fatto, una farmacia ogni duemila persone, cioè dai sei agli ottomila presidi in più) e concorsi entro 120 giorni per soli titoli, riservati a non titolari e rurali e con l’opzione, ai soli giovani farmacisti, di aggregarsi per sommare i propri punteggi e assicurarsi l’aggiudicazione in forma societaria. Sbigottimento, incredulità, rabbia, inviti alla rivolta o a gesti provocatori, come quella di aprire le farmacie ad alimentari e generi voluttuari.
Poi, nel pomeriggio, segnali in controtendenza. Per cominciare una dichiarazione di Monti, ripresa dalle agenzie, secondo la quale la fascia C potrà essere venduta soltanto nelle parafarmacie ubicate in centri con più di 15mila abitanti: c’è da capire come possa reggere ma intanto il numero degli esercizi di vicinato che accedono alla liberalizzazione si ridurrebbe di un terzo se non di più. Quindi hanno cominciato a circolare voci di una puntualizzazione (o ritocco, se si preferisce) alla norma sul quorum: la seconda sede non scatterebbe più a quattromila più uno ma a quattromila più il 50%, ossia due farmacie ogni seimila abitanti più uno, ossia una ogni tremila. Non sono i 3.800 che Federfarma ha proposto a Fazio a settembre, ma è già un passo avanti. Al quale, la speranza è questa, potrebbero seguirne altri.
Restano peraltro parecchie incognite, che dovrebbero essere svelate domani (quando la Manovra andrà in Gazzetta Ufficiale) e che decideranno definitivamente dell’umore natalizio dei titolari (e dei farmacisti di parafarmacia, ovviamente): innanzitutto il regime dei prezzi della fascia C (l’abolizione del prezzo fiso rimane un mistero), poi le già citate norme sui concorsi, infine i provvedimenti sulla riforma degli Ordini.
Sorrisi e facce cupe si conteranno soltanto dopo.
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