Politica e Sanità
15 Febbraio 2012Riprende la discussione sul Patto della salute, al centro di un convegno a Napoli alla presenza di Ministero e alcune Regioni, e ritornano a galla le consuete dinamiche in tema di riparto, con il braccio di ferro che vede contrapporsi nord e sud. Ma questa volta a mediare tra una Campania che richiede di rivedere i criteri alla luce anche del principio della deprivazione socio-economica e un Veneto che fa dei costi standard il suo cavallo di battaglia ci pensa il ministro della Salute, Renato Balduzzi, che apre alla possibilità di portare al tavolo sul Patto la questione e di avviare «qualche piccola sperimentazione che aiuti a capire come questo criterio può essere utile per determinare il riparto della spesa». Età e popolazione, è il pensiero del Ministro, «sono criteri importanti, ma possono non essere gli unici». D’altra parte gli sprechi andrebbero tagliati e i carichi distribuiti «secondo l''unico criterio possibile in uno Stato costituzionale, cioè l''equità. Chi più ha, più deve dare, secondo quanto previsto dalla nostra Costituzione». Come a dire che «il 2012 sarà un anno di transizione per tante Regioni, mentre il 2013 sarà l''anno zero con nuove modalità di impostare le problematiche». Proposte che non possono trovare dalla loro il Veneto: «Ci sono dati inconfutabili che testimoniano come il deficit della sanità italiana sia dovuto in grandissima parte a gestioni non oculate e ai relativi sprechi». Per questo, gli unici criteri riconoscibili sono «bisogni di salute dei cittadini, realtà epidemiologica, demografica e organizzativa». Insomma, ancora tutto da vedere. Ma quel che è certo è che la parola d’ordine del Ministero per il Patto salute sembra essere la qualità, «come base per essere legittimati a chiedere nuove risorse per il settore». In questo senso, «i piani di rientro non sono pensabili come uno strumento che obbliga a mettere solo i conti a posto, ma devono andare di pari passo con riqualificazione e riorganizzazione dei servizi che poi porteranno al vero risparmio».
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