Politica e Sanità
20 Febbraio 2012Fuori luogo la polemica della trasmissione Tv Le Iene sui controlli Asl nelle farmacie del territorio: il sistema funziona e se ai titolari viene segnalato in anticipo il passaggio della commissione di verifica non è per connivenza corporativa ma per praticità. Perché un conto sono le ispezioni ordinarie e un altro le straordinarie. Tutti d’accordo sul punto, dai farmacisti del Ssn ai presidenti di ordine. «Le ispezioni ordinarie» spiega Antonio Castorina, segretario generale del Sinafo (Sindacato nazionale farmacisti ospedalieri) «si ripetono in ogni farmacia con cadenza biennale e può capitare talvolta che per opportunità il titolare o il direttore vengano avvertiti. La commissione, infatti, può procedere alla verifica soltanto in loro presenza e i funzionari dell’Asl non possono permettersi passaggi a vuoto. Non dimentichiamo che in molte province per raggiungere una farmacia occorre anche più di un’ora di viaggio». «I farmacisti dell’Asl» aggiunge Laura Fabrizio, presidente della Sifo «non sono poliziotti. È vero che il servizio ispettivo è governato da leggi che devono essere rispettate, ma è altrettanto vero che le ispezioni ordinarie hanno per obiettivo quello di garantire la migliore qualità del sistema farmacia. Lo spirito delle verifiche, quindi, è quello di assicurare ai titolari una consulenza che li aiuti a superare le criticità e a gestire al meglio il servizio; è una sorta di audit tra pari, che i farmacisti del Ssn gestiscono con il buon senso e la misura. Insomma, si applica la legge ma senza inutili cattiverie».
Diverso invece il discorso riguardante le ispezioni straordinarie: la commissione è sempre la stessa (due funzionari Asl, tra i quali un farmacista, più il presidente di Ordine o un suo incaricato), ma l’intervento non è programmato. «È il genere di ispezioni che scatta quando c’è il sospetto che una farmacia non sia in regola» spiega il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Roma, Emilio Croce (foto) «in quel caso non c’è segnalazione anticipata e l’obiettivo è proprio quello di sfruttare la sorpresa. Le ispezioni ordinarie invece sono cosa ben diversa, hanno una funzione collaborativa». Funzione che comunque dà risultati, a giudicare da quanto riporta Felice Ribaldone, presidente dell’ordine di Genova: «Le ispezioni biennali sono state introdotte da circa vent’anni» spiega «e hanno funzionato: all’inizio, queste verifiche originavano in un anno una decina di provvedimenti disciplinari da parte dell’Ordine, oggi non se ne fanno più. È il segno di un progressivo miglioramento della qualità del servizio assicurato dalle farmacie». Parrebbe confermare il dato sulle ispezioni straordinarie: «Nella mia carriera ne ho richieste due in tutto» spiega Ribaldone «l’ultima qui a Genova risale forse al 2009». Resta ovviamente il dubbio: non se ne sono fatte di più perché non c’era bisogno o per deficit di attenzione?
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