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Politica e Sanità

09 Marzo 2012

Neolaureati: impiego stabile, stipendio a crescita lenta


I laureati in farmacia? Trovano impiego stabile più facilmente e più velocemente di altri, il loro stipendio cresce a velocità inferiore. È la fotografia scattata dal XIV Rapporto Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, presentata ieri nel corso del consueto convegno organizzato dal consorzio che riunisce un’ampia rappresentanza degli atenei italiani.
I dati dello studio – raccolti da un campione di quasi 186mila laureati del 2010 e altri centomila circa di anni precedenti – disegna uno scenario in progressivo peggioramento per chi esce dall’università: quasi un laureato su cinque è ancora senza lavoro a un anno dal titolo e il tasso è in crescita rispetto ai Rapporti precedenti per quasi tutte i profili didattici. Anche per i laureati del settore chimico-farmaceutico, sebbene il loro indice di occupazione sia decisamente migliore di altri: il 62% trova lavoro entro un anno (e di questi il 74% in farmacia), ma un anno prima era il 66%. In ogni caso, i farmacisti continuano a stare meglio di altri laureati dello stesso livello di studi: gli architetti occupati in dodici mesi sono il 59%, i veterinari il 44%, i medici il 35 ( ma è un dato che travisa, perché molti di loro si incamminano verso i corsi di specializzazione post-laurea) e gli avvocati il 19%.
I tassi di occupazione migliorano ulteriormente mano a mano che ci si allontana dalla laurea: a tre anni i farmacisti con un lavoro sono l’81% (il 64% dei quali a tempo indeterminato), gli architetti il 79% e gli avvocati il 43%. Ma il fattore tempo (e qui iniziano le ombre) si inverte se il parametro diventa lo stipendio. All’avvio, infatti, il trattamento economico dei farmacisti è tra i migliori: in media un professionista che esce da un corso di laurea a ciclo unico (medici, avvocati, ingegneri eccetera) prende a un anno dalla laurea un salario di 1.050 euro, che sale però a 1.251 euro nel caso dei medici e a 1.183 nel caso dei farmacisti, le due categorie meglio pagate. Tre anni dopo il divario inizia a ridursi: il salario medio del laureato a ciclo unico sale del 10% circa, quello del medico del 18% e quello del farmacista di appena il 7,5% (che diventa il 3% in termini reali, a fronte del +13% del medico). A cinque anni dalla laurea la forbice si allarga ulteriormente: lo stipendio medio del farmacista si aggira sui 1.380 euro, quello del medico sfiora i 1.700 e quello dell’ingegnere i 1.600. Idem se ci si spinge fino a dieci anni dalla laurea: la professione vanta praticamente la piena occupazione (il 90% dei laureati) ma lo stipendio del farmacista si assesta sui 1.670 euro rispetto ai 2.400 circa del medico, ai duemila dell’ingegnere e ai 1.700 del laureato in economia.

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