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Politica e Sanità

15 Marzo 2012

Liberalizzazioni, per le modifiche spunta la strada di un decreto


Su farmacie, banche e assicurazioni il governo deve mettere in cantiere un secondo provvedimento, che corregga alcuni passaggi del decreto sulle liberalizzazioni. Un intervento integrativo che i partiti di maggioranza chiederanno oggi stesso al presidente Monti, approfittando della sua visita alle commissioni Attività produttive e Finanze della Camera. L’annuncio arriva dal relatore del decreto “Cresci Italia”, il pidiellino Cosimo Ventucci, che conferma le anticipazioni dei giorni scorsi secondo le quali da Montecitorio il testo sulle liberalizzazioni dovrebbe uscire senza modifiche. «Il decreto» ha detto ieri Ventucci «va approvato così com’è e poi eventualmente corretto, immediatamente dopo». Lo strumento potrebbe essere un decreto legge “integrativo” con il quale apportare alcuni ritocchi al maxiemendamento del Senato. «Poche cose» ha avvertito Ventucci «che non stravolgono assolutamente il provvedimento». Di certo verrà rivisto il passaggio sulle commissioni bancarie, ma il riferimento alle farmacie fa pensare che si troverà lo spazio anche per qualche limatura all’articolo 11. E se la Fofi ha già fatto capire che tutti i suoi sforzi sono ormai concentrati sul concorso straordinario (per recuperare le prove d’esame e cancellare lo scontento di giovani e collaboratori) in Federfarma non si nasconde che una “piallata” al comma 17 (quello sul limite d’età per la direzione della farmacia) eviterebbe patemi e tranquillizzerebbe molti titolari: quei quattromila e passa che hanno già superato i 65 anni di età (l’attuale soglia pensionabile Enpaf) più altri 1.400 circa che la valicheranno entro quest’anno.
Nell’eventualità di una risposta negativa del governo, infine, potrebbero anche essere percorse altre strade. C’è attesa per la Conferenza delle Regioni che si apre oggi, dalla quale potrebbero arrivare nuovi interventi dei governatori su quei passaggi del decreto che “toccano” competenze locali. E poi sul comma 17 c’è la richiesta di chiarimento che ieri Federfarma ha inviato al dicastero, accompagnata da un parere tecnico che si interroga sulla legittimità costituzionale del testo. I titolari ultra60enni restano con il fiato sospeso.

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