Politica e Sanità
08 Maggio 2012Prima il rinnovo dell’accordo sulla dpc, poi l’annuncio di un piano di tagli sulla farmaceutica che punta sull’allargamento della distribuzione diretta e sulla dispensazione ospedaliera del primo ciclo in dimissione. Comportamento da Giano Bifronte quello della Sardegna che ha indispettito le farmacie dell’isola e ovviamente Federfarma. Dalla quale però arrivano commenti improntati all’ottimismo: «Il piano di risparmi non è farina dell’assessorato alla Sanità» osserva il presidente dei titolari sardi, Giorgio Congiu «sono fiducioso che al tavolo della commissione paritetica sulla spesa riusciremo a trovare la sintesi».
Intanto i fatti. Il primo è il rinnovo dell’intesa regionale sulla dpc, scaduta a dicembre: il nuovo accordo, firmato una trentina di giorni fa, sancisce il passaggio dal compenso a margine a quello a quota fissa (dagli 8 ai 30 euro a unità per fasce di prezzo differenziate, con un incremento di 1,20 euro nelle prime due fasce ai rurali sussidiati; tutte le cifre non iva esclusa e comprensive della quota al distributore), introduce una sperimentazione per la dpc degli ex Osp-2 (a titolo gratuito, al termine compensi da pattuire), assicura alle farmacie la dispensazione dei presidi per diabetici e infine fa passare per lo stesso canale anche le eparine a basso peso molecolare (remunerazione media 8 euro a pezzo). «E’ un accordo ragionevole» rimarca Congiu «che prende atto di quanto scritto a marzo dalla Corte dei conti regionale, che nella sua relazione annuale puntò il dito sulle inefficienze della distribuzione ospedaliera e diretta». Nell’intesa, inoltre, si prevede l’istituzione della già citata commissione paritetica sulla spesa: «Dove» riprende Congiu «contiamo di trovare un-intesa con i colleghi ospedalieri sui veri risparmi che possono essere assicurati al Ssn a vantaggio di tutti e di un uso più efficace delle risorse».
Poi però, un paio di settimane fa, arriva l’annuncio della Regione di un imminente piano di tagli alla spesa sanitaria che tra le altre cose prevede un’intensificazione della distribuzione diretta e la dispensazione ai pazienti in dimissione del primo ciclo terapeutico. Programmi che contraddicono lo spirito dell’intesa sottoscritta con le farmacie. «L’impressione è che la Regione faccia una cosa con la sinistra e un’altra con la destra» ammette Congiu «ma io sono fiducioso: alla fine sono gli uomini che si parlano e i numeri stanno dalla nostra parte: la spesa territoriale continua a diminuire, quella ospedaliera a crescere. Le farmacie sono pronte a fare la loro parte, ma anche la Regione deve fare i suoi passi».
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