Politica e Sanità
18 Maggio 2012Si parla da tempo di farmacia dei servizi e si spera da altrettanto che per questi servizi le farmacie riescano finalmente a essere remunerate. Ora a Cuneo si prova a passare dalle parole ai fatti. Dovrebbe provvedere il progetto diabete che dal 15 giugno al 15 settembre coinvolgerà in via sperimentale i 210 presidi della provincia: l’intesa, concordata da Federfarma con le due Asl di questa parte del Piemonte, mira infatti a rintracciare gli individui a rischio e indirizzarli al medico diabetologo laddove consigliato. Allo scopo, i farmacisti proporranno alle persone con profilo significativo un test di approccio che prevede il rilevamento di età, girovita, altezza, familiarità al diabete e via di seguito. Gli individui che da questa prima verifica evidenzieranno un indice di rischio elevato potranno sottoporsi a una glicemia gratuita e nel caso in cui i valori finali siano superiori a una certa soglia il farmacista consiglierà una visita dal medico o dal diabetologo più vicino, con tanto di indirizzo. «I dati raccolti grazie al codice fiscale» spiega Massimo Mana, presidente di Federfarma Cuneo e dell’Unione regionale «verranno raccolti previa criptazione in un database, in modo da evitare duplicazioni di dati da parte di pazienti che si sottopongono più volte al test in farmacie diverse». Alla fine della sperimentazione, i dati raccolti consentiranno un’analisi statistica della popolazione nella provincia e verranno presentati a novembre in occasione della Giornata mondiale del diabete.
«Ma questo è solo l’inizio» avverte Mana «perché fino a settembre le farmacie lavoreranno gratis, grazie anche al contributo di Roche. Ma da quel momento in avanti, se l’Asl vuole rinnovare il progetto, dovrà riconoscere ai titolari un compenso per il lavoro svolto. Pensiamo a una quota fissa per ogni paziente mandato dal diabetologo, da calcolare in base al risparmio che assicurerebbe un progetto di prevenzione di questo genere: il diabete mellito assorbe il 7% della spesa Ssn, le complicanze da diagnosi tardiva della patologia gravano in modo consistente sulla spesa ospedaliera. Siamo certi che le Asl non resteranno insensibili». È la filosofia del progetto Farmacia di comunità che Federfarma Piemonte aveva presentato in anteprima sabato scorso a Torino: per vedersi retribuiti i servizi i titolari devono andare a prendere le risorse dell’ospedale.
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