Politica e Sanità
29 Maggio 2012La riforma della remunerazione? Va bene evitare i salti nel buio, ma quello che le farmacie non possono permettersi è procedere a passo d’uomo: perché più passa il tempo, meno si riuscirà a portare a casa. È l’avvertimento che arriva da Marco Nocentini Mungai, presidente di Federfarma Toscana, che sul tema del momento esprime opinioni diametralmente opposte a quelle sostenuto ieri dal suo collega Franco Caprino. Nell’intervista pubblicata ieri da Farmacista33, il leader dei titolari laziali aveva caldeggiato una riforma della remunerazione dai tempi lunghi; per il toscano, invece, il tempo è proprio quello che manca.
Nocentini, ha letto quel che dice il presidente Caprino…
Certo. E ha ragione quando afferma che non possiamo permetterci di sbagliare. Ma a parte questo, indugiare ancora sulla riforma sarebbe un errore. Non è vero che abbiamo tempo, semmai è vero il contrario: siamo in grave ritardo, la remunerazione avremmo dovuto cambiarla già da due o tre anni.
In che senso?
A causa delle genericazioni, la spesa farmaceutica continua a calare e lo farà fino al 2015, quando tutti i farmaci di fascia A saranno senza brevetto. Prima sganciamo la remunerazione delle farmacie dal prezzo, prima fermiamo il calo dei fatturati. Mi sembra evidente. È come se fossimo l’ultimo vagone di un treno che va nella direzione sbagliata: staccarsi non significa tornare indietro – perché Governo e Regioni discuterebbero di una riforma solo se a costo zero per loro – ma fermarsi sì. E prima lo facciamo meglio è, senza peraltro perdere i nostri legami con la distribuzione intermedia.
Caprino teme effetti disastrosi sulle piccole farmacie e sulle rurali sussidiate…
Io invece dico che la riforma sarebbe positiva innanzitutto per loro, perché sono quelle che più dipendono dalla spesa Ssn. Pensare che prima o poi si possa tornare al passato è pura illusione.
E il calcolo delle quote Enpaf?
Anche lì Caprino ha ragione a porre il problema. Vanno fatte le dovute verifiche.
C’è un altro punto: il presidente dei titolari laziali ha una posizione che riflette anche il valore della spesa farmaceutica della sua regione; lì le farmacie riescono ancora a ricavare utili interessanti dal margine…
Sono differenze che non hanno senso. Il fenomeno delle genericazioni è un ghiacciaio che sta lentamente trascinando a valle tutte le farmacie, ci arriveranno prima quelle che oggi stanno più in basso, ma lo faranno anche quelle che stanno più in alto. Il 2015 c’è per tutti, prima ne usciamo meglio è. Sganciare la remunerazione dal prezzo del farmaco e legarla alla prestazione professionale è un obiettivo che conviene ai titolari di tutte le regioni.
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