Politica e Sanità
27 Giugno 2012È pronto per essere pubblicato il primo luglio, secondo la scadenza imposta dalla manovra dell’anno scorso, il paniere con i prezzi di riferimento dei beni e servizi acquistati dal servizio sanitario «a maggiore impatto in termini di costo». A renderlo noto l’autorità di vigilanza sui contratti pubblici, che ha elaborato i dati sulla base di griglie messe a punto dall''Agenas, con un lavoro di ricognizione durato mesi. Il meccanismo avrebbe dovuto essere utilizzato nell’ambito dell''entrata in vigore dei costi standard, ma a questo punto sarà utilizzato anche per l’operazione di spending review, in caso di conferma del provvedimento nell''iter di conversione del decreto, attualmente all''esame del Parlamento. L’idea è di fornire alle Asl uno strumento per stabilire quali siano i prezzi (e quindi i contratti) da rinegoziare o addirittura da rescindere, in caso di mancato adeguamento da parte dei fornitori. Per altro, secondo un emendamento dell''Idv approvato in commissione alla Camera, la rescissione dal contratto avverrebbe senza il pagamento di penali. Un’aggiunta, questa, che raccoglie il plauso di Giovanni Monchiero, presidente della Fiaso: «Una norma di questo tipo era necessaria, altrimenti non avrebbe avuto senso studiare i prezzi di riferimento. Questo può essere un modo per iniziare a risparmiare qualcosa già da quest''anno, anche perché se la norma dovesse diventare definitiva non si porrebbero problemi legali: la legge dovrebbe prevalere sui contratti. Ora speriamo che i prezzi di riferimento siano definiti con attenzione». Per il momento, sotto la lente è finito l''acquisto di dispositivi medici oltre a quello di servizi non sanitari, dalle mense, alla lavanderia, ai rifiuti.
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