Politica e Sanità
10 Luglio 2012Se la Spending review non sarà modificata in Parlamento, nel settore delle farmacie private «perderanno il lavoro circa 20 mila persone, in media poco più di una persona per esercizio farmaceutico». È per questo che, oggi a Roma, si terrà prima una manifestazione dei delegati in Assemblea delle Organizzazioni Territoriali dalle 14,30 alle 16,30 a Montecitorio, poi un’Assemblea nazionale straordinaria dalle ore 17 presso il Tempio di Adriano. Un ricco menù di giornata per Federfarma, che oggi avrebbe dovuto affrontare un’Assemblea nazionale ordinaria, rinviata a mercoledì 5 settembre, e invece dovrà decidere quali iniziative assumere alla luce dei contenuti, in materia di spesa farmaceutica, del Decreto sulla spending review varato dal Governo. Tra le ipotesi più accreditate in discussione oggi, una giornata di chiusura delle farmacie per contestare un Governo che, come spiega l’associazione dei titolari, «procede con colpi di accetta senza logica, inferti al settore più controllato e virtuoso dell’intera sanità». A preoccupare in particolare la situazione economica delle farmacie già fortemente compromessa, dicono i titolari, e messa in ulteriore pericolo dai tagli decisi dal Governo, anche quelli degli anni scorsi che hanno portato praticamente a zero la redditività sui medicinali forniti ai cittadini in regime di Ssn. A ciò si aggiunge la prossima apertura di 5000 nuove farmacie. «La norma sull''aumento dello “sconto” (fissato al 3,85%) obbligatorio da fare al Servizio sanitario nazionale contenuto nel decreto sulla revisione della spesa «costerà alle farmacie 220 milioni di euro l''anno» continua Racca. A questo «ovviamente dobbiamo aggiungere i 600 milioni di euro che dovremo pagare se ci sarà lo sforamento della spesa territoriale». È chiaro a tutti, aggiunge il presidente di Federfarma Annarosa Racca, che «in queste condizioni diventa difficile andare avanti, considerato che si lavorerà in perdita, e che sia definitivamente giunto il momento di sedersi intorno ad un tavolo per ridiscutere una nuova remunerazione delle farmacie».
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