Politica e Sanità
27 Luglio 2012Il numero di iscritti all’Enpaf è cresciuto nel 2011 di 2.174 unità, per un totale di 80.942, con un tasso d’incremento del 2,8%, inferiore sia al 2010 (3,5%), sia al 2009 (3,2%), mentre sono in leggera flessione i farmacisti che corrispondono il contributo intero (in totale 28.714), in controtendenza con l’andamento dei quattro anni antecedenti. È questo il quadro che emerge dalla relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell''Enpaf per l''esercizio 2011, recentemente pubblicato sul sito della Corte dei Conti (Sezione Controllo Enti). Secondo il documento, a crescere è soprattutto «il numero dei contribuenti che hanno optato per il contributo di solidarietà (21,5% tra il 2010 e il 2011). A tale proposito è da considerare come quasi tutti i nuovi iscritti in possesso dei requisiti facciano ricorso a questa opzione, anche se non è utile per il riconoscimento di prestazioni pensionistiche. Variazioni di minor rilievo (e, comunque, sempre in aumento, per quanto attiene la scelta della maggior riduzione) interessano quanti hanno optato per le quote ridotte. Sostanzialmente stabile si mostra, infine, il numero degli iscritti che versano contributi negli importi maggiori previsti dal regolamento (in misura doppia o tripla rispetto al contributo ordinario)». Il rapporto tra numero degli iscritti (al netto di quelli versanti il contributo di solidarietà) e quello delle pensioni, continua la relazione, «segna nel 2011 una pur lievissima flessione rispetto a quello del 2010, in ragione di un tasso d’incrementodei contribuenti dello 0,6%, a fronte di un incremento di quello delle pensioni dello 0,8%», mentre «le entrate da contributi cresce in misura maggiore rispetto alla spesa per pensioni. Peraltro è da rilevare come nel 2009 gli oneri per pensioni (cresciuti tra il 2007 e il 2008 dell’1,2%) mostravano un aumento del 3,6% sul precedente esercizio» anche a seguito dei primi effetti della riforma del 2004. «Nel 2010 si registrava, invece, una diminuzione, pur lievissima (0,2%), di questi oneri, soprattutto in ragione del diminuito numero dei pensionati. Nel 2011, infine, l’aumento del numero dei pensionati unito all’incremento dell’indice Istat (fissato all’1,5%) fa lievitare all’1,8% la spesa pensionistica». Quanto alle entrate contributive, «aumentate tra il 2007 e il 2008 del 4,4%, segnano nel 2009 un incremento del 5% sul 2008 e nel 2010 del 2,7% sul precedente esercizio. L’indice di crescita flette ancora nel 2011 e si attesta su un +2,2%».
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