Politica e Sanità
04 Settembre 2012Qualsiasi fondazione o ente benefico dovrebbe essere sostenuto dal contributo volontario del professionista e i dipendenti pubblici dovrebbero essere liberi di scegliere se continuare ad aderirvi. Per questo non si comprende l’urgenza di misure, contenute nella bozza del cosiddetto Decreto Balduzzi, a favore di un ente privato, l’Onaosi, che già negli anni ’70 era stato inserito nella lista degli enti inutili da sopprimere. A puntare il dito è il Conasfa che critica alcuni passaggi della mini riforma della sanità. In particolare, a essere contestati l’articolo secondo cui «le somme versate alla Onaosi per il periodo 1 gennaio 2003 – 21 giugno 2007 sono trattenute dalla Fondazione a titolo di acconto. Con delibera è stabilita la procedura, le modalità e le scadenze per l’eventuale conguaglio o rimborso. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono estinti ogni azione o processo relativo alla determinazione, pagamento, riscossione o ripetizione dei contributi di cui al primo periodo del presente comma, con compensazione delle spese. L’Onaosi è comunque autorizzata a non avviare le procedure per la riscossione coattiva per crediti di importo inferiore a 600 euro».
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