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Politica e Sanità

06 Settembre 2012

Sulla riforma della remunerazione minacce di spaccatura nel sindacato


Rischi di secessione per Federfarma sulla riforma della remunerazione. Una trentina di associazioni territoriali (provinciali e regionali) sarebbe pronta a lasciare il sindacato se l’esecutivo non fornirà in tempi brevi proiezioni dettagliate sugli effetti economici della riforma e sul tema non verrà avviato un confronto aperto. La minaccia è emersa nel corso dell’assemblea nazionale di ieri: in vista della trattativa con l’Aifa (ancora da calendarizzare ma da concludersi comunque entro metà novembre) i vertici del sindacato hanno fornito alcuni aggiornamenti sul modello di remunerazione che verrà proposto all’Agenzia; in sostanza, la barra resta puntata su un sistema misto (quota fissa più margine sul valore commerciale del farmaco) nel quale potranno anche rientrare meccanismi di remunerazione su prestazioni professionali e servizi. Per l’opposizione, tuttavia, il problema è nella forma: «Vogliamo essere coinvolti nelle scelte» spiega a Farmacista33 Franco Caprino, presidente di Federfarma Lazio «vogliamo numeri e cifre per capire che cosa potrebbe succedere alle farmacie». «Niente andrà approvato senza l’assenso dell’aula» aggiunge il presidente di Federfarma Trento, Luca Collareta «ieri abbiamo rinunciato a presentare una mozione a fronte della disponibilità al dialogo espressa dalla presidenza, ma se tale apertura dovesse venire smentita avvieremo le procedure per uscire dal sindacato». Con loro ci sarebbero 31 associazioni territoriali tra le quali Piemonte, Lazio, Val d’Aosta, Liguria e Umbria.
Dai vertici di Federfarma, invece, massima disponibilità al dialogo e qualche precisazione. «A noi non è pervenuto alcun documento» precisa Annarosa Racca, presidente nazionale «in ogni caso sulla riforma della remunerazione nessuno ha mai pensato di andare avanti per conto proprio. L’assemblea continuerà a essere consultata e resa partecipe di tutte le scelte».
Poche ore prima i delegati avevano approvato il bilancio consuntivo, con un’ottantina di voti a favore e una sessantina contro.

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