Politica e Sanità
11 Ottobre 2012La legge di stabilità per il 2013-2015 «rappresenta lo strumento con cui sono disposte le misure necessarie a realizzare gli obiettivi programmatici indicati nei documenti di programmazione di bilancio e finanza pubblica. I tempi e i contenuti della procedura sono coerenti con quanto previsto nell’ambito del Semestre Europeo, recentemente introdotto nell’ambito dell’Unione europea al fine di rafforzare le regole che presiedono ai meccanismi di governance e di coordinamento delle politiche macroeconomiche e fiscali» così il comunicato ufficiale di Palazzo Chigi motiva i nuovi tagli appena varati con la legge di stabilità. Tagli che hanno sollevato molte critiche e tra le altre quelle dello stesso ministro della Salute Balduzzi. In pratica è l’Europa a chiedere questo secondo capitolo di spending review che, spiegano sempre dal Governo, «conferma l’azione avviata il 5 luglio». Forte l’impatto sulla sanità con l’abbassamento del tetto di spesa per gli apparecchi biomedicali, dal 4,9 al 4% del Fondo sanitario nazionale (3,9% dal 2014) e la riduzione del 10% degli appalti per le forniture Asl come misure principali. Ecco il riepilogo dei principali interventi inerenti la sanità. L’art. 3 sancisce che a decorrere dall’entrata in vigore della presente legge è assegnata al ministero della Salute la vigilanza sull’Ordine dei biologi, sull’Ordine dei chimici e sull’Ordine dei tecnologi alimentari. Inoltre in conseguenza del trasferimento delle competenze del Ssn alle regioni viene ridotta di 5 milioni (dal 2013) la spesa per i rapporti internazionali e la profilassi internazionale, marittima, aerea e di frontiera, anche in materia veterinaria.. L’art 6 definisce la riduzione del Fondo per il 2012 per un ammontare di 1 miliardo di euro, secondo quanto specificato dal ministro dell’Economia Grilli. Inoltre viene alzata al 10% (era al 5%) la riduzione degli oneri per i vecchi appalti. Viene poi abbassato il tetto per i dispositivi medici che scenderà rispettivamente, al 4% nel 2013 e al 3,9% del 2014. Sempre l’art. 6 proroga al 31 dicembre 2013 l’impossibilità di intraprendere o perseguire azioni esecutive nei confronti delle aziende sanitarie locali e ospedaliere delle Regioni in Piano di rientro. Infine l’art. 8 blocca anche per il 2014 gli stipendi dei dipendenti, nonché dirigenti pubblici, che restano fermi a quelli del 2010. Ferma anche la vacanza contrattuale per gli anni 2013-2014.
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