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Politica e Sanità

16 Ottobre 2012

Remunerazione, Federfarma: divergenza con Aifa è superabile, ma le rurali vanno tutelate


Tra le cifre proposte dall’Aifa nel documento metodologico circolato venerdì sulla riforma della remunerazione e quelle contenute nella proposta Federfarma non sarà difficile trovare un punto di equilibrio, ma le agevolazioni alle piccole farmacie rimangono un paletto invalicabile. È questa la posizione, veicolata attraverso una nota, con la quale Federfarma si è presentata al terzo appuntamento del tavolo sulla riforma della remunerazione di ieri con le principali rappresentanze della filiera distributiva. In sostanza, nel documento, l’Aifa (si veda Farmacista33 di ieri) aveva di fatto contestato il venir meno al principio dell’invarianza dei saldi di finanza pubblica, previsto dalla normativa, e stabilito la quota fissa a 2 euro (contro i 2,05 per le ordinarie, 2,44 per le sussidiate, 2,43 per le rurali della proposta di Federfarma), quota proporzionale a 3,3% (contro i 5,5%) e quota premiale di 0,2 euro. Ma, spiega Alfonso Misasi (foto), segretario nazionale del sindacato, nella nota, «la differenza di cifre tra noi e loro dipende dal fatto che partiamo da una base dati differente. Per di più ci siamo sforzati di elaborare un modello che mantenesse inalterato il prezzo al pubblico dei farmaci rimborsati, per non incidere sulle tasche degli italiani in caso di acquisto privato, mentre vedo che l’Aifa non lo considera un problema». Insomma, una distanza che «può essere colmata cercando un punto di equilibrio che accontenti tutti». Ma, secondo il sindacato, a giustificare la quota unica tra le farmacie non basta l’osservazione avanzata dall’Aifa secondo cui «la stabilizzazione dei fatturati derivante dalla riforma sarebbe già una tutela per i presidi minori (da rafforzare, eventualmente, con una norma che scaricherebbe eventuali ripianamenti del deficit sulle sole farmacie ordinarie)». «Crisi e tagli alla spesa farmaceutica» è la risposta del presidente di Federfarma-Sunifar, Alfredo Orlandi, «stanno mettendo in ginocchio le farmacie rurali. Senza le agevolazioni di cui oggi godono, la loro sopravvivenza verrebbe compromessa definitivamente con effetti deleteri sulla capillarità della rete delle farmacie. A patirne, sarebbero gli abitanti dei piccoli comuni e dei centri più piccoli».

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