Politica e Sanità
26 Ottobre 2012Regole chiare sulla ricerca e produzione dei principi attivi e uguali per tutti i Paesi. Si riassume così l’appello al Governo avanzato durante il Forum di Aschimfarma da Luigi d''Ambrosio Lettieri, segretario della commissione Igiene e Sanità del Senato, che ricorda i contenuti del suo emendamento alla legge di Stabilità approvato dal Governo e che ora va applicato. Tra i contenuti non a caso c’è la previsione di «armonizzare la legislazione sovranazionale, subordinare l''importazione nei Paesi dell''Ue dei principi attivi farmaceutici di fabbricazione extra Ue alla ispezione dei siti produttivi da parte delle autorità regolatorie europee, definire protocolli d''intesa internazionali per il mutuo riconoscimento delle ispezioni effettuate, semplificare normative che snelliscano le procedure per l''autorizzazione al commercio, nel rispetto delle norme Gmp, lasciando impregiudicati gli eccellenti livelli di sicurezza raggiunti dal nostro Paese». In Italia, è il ragionamento, «anche se le risorse pubbliche investite sono modeste, siamo bravi nella ricerca che ci pone all''ottavo posto nel mondo per la produzione scientifica, con elevati livelli di impact factor. Siamo bravi nell''innovazione e, di conseguenza, siamo a livelli di eccellenza nella qualità». Ma in questo settore «i motivi del crescente stato di crisi vanno ricercati in una politica industriale e in un sempre più profondo squilibrio tra le norme e i sistemi regolatori dei singoli paesi che impongono regole differenti per la produzione e la commercializzazione delle materie prime». Infatti, «per garantire la qualità e tutelare la salute dei cittadini ci sono regole severe e rigide come lo sono anche le attività di ispezione e di controllo delle competenti autorità di vigilanza. Non succede altrettanto altrove e si determina il paradosso, agevolato dalla globalizzazione dei mercati e dalla libera circolazione delle merci, che le nostre aziende che producono bene rischiano la chiusura, mentre le altre operano con regole a maglie larghe che si accreditano nel mercato domestico e internazionale e fioriscono rigogliose. Insomma, abbiamo in Italia il primato della qualità e anche quello dei fallimenti».
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