Politica e Sanità
29 Ottobre 2012Nonostante l’audizione in commissione Igiene e sanità del Senato di Omeoimprese, l’associazione che rappresenta le imprese di medicinali omeopatici, in merito all’articolo del decreto Balduzzi, che ha allargato anche a questi prodotti il diritto annuale di mille euro previsto per ogni autorizzazione all’immissione in commercio di farmaci, il voto di fiducia al provvedimento, che sarà con ogni probabilità martedì, fa decadere le speranze di vedere cambiata la misura. È vero che alla Camera è comunque passata una prima modifica al decreto che ha fissato al 20% dell''importo la cifra da corrispondere annualmente - con un aggiornamento, a partire dal 2014, sulle variazioni annuali Istat -, ma il problema non sembra del tutto risolto. «Il fatturato delle aziende omeopatiche in Italia» si legge in un articolo pubblicato sul sito di Omeoimprese a metà ottobre, «non supera i 180 milioni di euro (le aziende associate che rappresentano il 90% del mercato nel 2011 hanno raggiunto poco più dei 162 milioni di euro) e i prodotti in vendita sono stimati in circa 30 mila». Per di più, ricorda ancora l’associazione, «il mercato dei medicinali omeopatici è caratterizzato da una richiesta di prodotti in quantità estremamente ridotte, ma altamente diversificata». Una diversificazione che ha un fondamento: nel Convegno organizzato al Senato l’11 ottobre dall''Associazione pazienti omeopatici, Fausto Panni, presidente di Omeoimprese, aveva infatti spiegato che «maggiore è la disponibilità di medicinali omeopatici, più ampia è la possibilità di prescrizione del medico e la possibilità di curare». In sostanza, a essere mancato nelle modifiche apportate al decreto, come ricorda anche Simonetta Bernardini, presidente Siomi, nell’editoriale di Omeopatia33 di giovedì, è una «differenziazione dell’onere da versare annualmente per i medicinali omeopatici di uso sporadico (prodotti in meno di 300 pezzi per anno), che non sono, tuttavia, meno importanti per una medicina fortemente individualizzata». A questo punto, «da parte loro i cittadini si domandano quanto costerà in futuro curarsi con l''omeopatia in Italia e i medici omeopati temono la perdita di molti dei loro strumenti di cura. Il rischio è concreto: a breve nelle farmacie italiane potrebbero non essere più reperibili molti dei medicinali in commercio in Europa».
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
28/12/2019
Per contrastare la compravendita illegale di farmaci per uso veterinario il Ministero sta studiando un logo, un bollino di qualità sulla falsa riga di quanto fatto per le farmaciePer...
27/12/2019
La Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per il trattamento dell'artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severoLa Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per...
27/12/2019
Solo il 2% delle farmaciste donne possiede una farmacia nonostante rappresentino il 62% della forza lavoro, è quanto emerge dal sondaggio "Survey of registered pharmacy professionals 2019" del...
A cura di Lara Figini
27/12/2019
Acquistare i farmaci su internet attraverso siti non autorizzati è un fenomeno in continua crescita e l'unica arma per contrastarlo resta l'educazione sanitaria e l'orientamento dei cittadini...

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)