Politica e Sanità
31 Ottobre 2012«È molto strano che l’assessore regionale della Sanità abbia firmato la primavera scorsa un accordo con le farmacie in merito ai servizi erogabili, tra cui anche il Cup e ora ne abbia firmato un altro con le Poste». Lo sottolinea Giorgio Congiu, presidente di Federfarma Sardegna, commentando l’annuncio che negli uffici postali dell’Isola sarà possibile pagare il ticket sanitario. Alle Poste si potranno pagare non solo le prestazioni specialistiche ma anche i servizi dei 27 Pronto soccorso sardi, erogati dalle strutture pubbliche. Per l’operazione, che ha un sovrapprezzo di 1,30 euro, come spiega un articolo dell’Unione Sarda, si dovrà comunicare all’operatore il proprio codice fiscale e il numero di prenotazione della prestazione sanitaria, rilasciato su supporto cartaceo o comunicato telefonicamente dal Cup. E le farmacie? «Noi abbiamo firmato un accordo il 18 aprile e da tempo stiamo lavorando al progetto Medir per il riordino del sistema informatico. Un accordo che contempla anche i servizi delle farmacie, tra cui il Cup, per il quale siamo pronti da anni». Per questo il rappresentare dei titolari sardi è stupito dell’iniziativa dell’assessorato, anche perché «le Poste italiane sono in numero nettamente inferiore, rispetto alle farmacie, e con un orario assai più limitato. In più» rivendica con orgoglio «le nostre farmacie si sono occupate, per esempio, di screening del colon-retto, con ottimi risultati e senza costi aggiuntivi per il sistema. Perché l’assessore non ci ha consultato» si domanda in conclusione Congiu.
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