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Politica e Sanità

05 Novembre 2012

Incontro Aifa, ecco i punti in discussione


Non sono soltanto ritocchi e integrazioni, come ventilato dal presidente di Federfarma Annarosa Racca, ma interventi ben più sostanziali quelli sulla base dei quali l’Aifa (nella foto il direttore generale Luca Pani) ha riconvocato le sigle firmatarie per discutere l’accordo sulla remunerazione. Sono cinque i punti che, a partire da stamattina alee 10,30 saranno discussi dopo le osservazioni all’intesa formulate dai ministeri dell’Economia e della Salute. Il primo punto messo in discussione, come già ampiamente anticipato, è quello dei prezzi. L’accordo, come noto, prevede che a partire dal 1 gennaio 2013 sia rivisto il prezzo dei farmaci, ma il documento dell’Aifa sottolinea come questo aspetto dell’accordo vada a detrimento di altre categorie: cittadini, Regioni e Stato nella fattispecie. Poi c’è il capitolo quota percentuale, fissata nel 3,30% del prezzo ex factory di ogni singola confezione, sempre al netto dell’Iva e dell’indicizzazione della quota fissa. Entrambi aspetti da rivedere secondo le osservazioni mosse al documento. Infine, secondo le ultime due osservazioni, l’accordo non tiene conto del valore dell’extrasconto fissato nel 2,25% e stabilisce la base di calcolo sui farmaci erogati nel 2011, senza considerare la tendenza 2012-2014. Urge quindi una simulazione dell’andamento futuro che consideri sia l’apertura di nuove sedi farmaceutiche sia l’aumentata prescrizione di generici.
Le premesse, perciò, non sembrano delle migliori per le associazioni di categoria. Il presidente di Federfarma aspetta di sentire nel dettaglio le motivazioni e ribadisce «di avere stabilito dei paletti precisi» dai quali non intende muoversi. Quanto al coinvolgimento di Farmindustria e Assogenerici, il cui ruolo ha presumibilmente pesato nelle valutazioni dei ministeri, Racca si dice aperta ad altri contributi, «la filiera del farmaco è formata anche dai produttori». Sorpresa anche ad Assofarm «ci sembrava che l’accordo avesse rispettato vincoli e premesse» sottolinea Vincenzo Schito, vicepresidente dell’Associazione. «Non tutti i rilievi sono così chiari e aspettiamo di capirli meglio nel corso dell’incontro. Certo non si tratta di rilievi da prendere sottogamba, ed è evidente» continua «che l’accordo così come è stato firmato viene messo in forte discussione. Un peccato dopo tutto il travaglio per arrivarci vissuto dalla categoria». Perplessa anche la distribuzione intermedia: «I rilievi del Governo all’Accordo Aifa-Associazioni finalizzato a un nuovo metodo di remunerazione dei farmacisti e dei distributori impongono appesantimenti a carico delle due categorie tali da far temere che ulteriori tentativi di accordo rischiano di essere defatiganti e inutili» ha dichiarato Aldo Pesenti, presidente  dell’Associazione Distributori Farmaceutici (Adf). «Se l’Accordo o il decreto dovessero soggiacere a condizioni di segno opposto a quello dell’auspicata stabilità economica per gli anni a venire» aggiunge «tanto varrebbe che il nostro esiguo margine, per quanto insufficiente a coprire i costi, rimanga espresso in percentuale sul prezzo del farmaco». Ora se, come probabile, non dovesse essere accettato questo accordo al ribasso il rischio è che il ministero della Salute, d''intesa con l''Economia e le Regioni, decida di riformare la remunerazione al di fuori di ogni concertazione delle parti interessate. Si attendono tempi duri per le farmacie.

Marco Malagutti

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