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Politica e Sanità

06 Novembre 2012

Tempi accorciati per i pagamenti alla Pa. Le farmacie plaudono


Deroga speciale a sessanta giorni, rispetto al limite ordinario di trenta fissato dalla direttiva Ue (2011/7) per contrastare il fenomeno dilagante dei ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione. Lo prevede il decreto legislativo varato in Consiglio dei ministri che recepisce, dopo più di un anno di attesa, le indicazioni del governo Ue.

«Per quanto riguarda i contratti in cui il debitore è una pubblica amministrazione» spiega la relazione tecnica del provvedimento «si prevede un termine di pagamento, di regola, non superiore a trenta giorni; tenendo conto di situazioni particolari, è consentito fissare un termine legale di pagamento fino a un massimo di sessanta giorni in due casi, ossia per le imprese pubbliche (che svolgono attività economiche di natura industriale o commerciale, offrendo merci o servizi sul mercato) e per gli enti pubblici che forniscono assistenza sanitaria».  Plaude alla decisione del Governo Federfarma che sottolinea come i ritardi con cui le Asl di alcune Regioni rimborsano i farmaci dispensati su ricetta rossa, presidi e protesi, siano da tempo motivo di gravi preoccupazioni per i titolari. «Le farmacie soffrono dei ritardi con cui le Asl pagano i fornitori esattamente quanto le altre piccole e medie imprese italiane» osserva Alfonso Misasi, segretario nazionale di Federfarma «quindi non può che farci piacere la decisione del Governo di dare rapida attuazione alla direttiva che riduce i tempi di pagamento degli enti pubblici. Almeno in linea di principio, perché dobbiamo ancora capire quanto ci sarà di aiuto: non varrà per i crediti pregressi, perché riguarderà soltanto i contratti stipulati dal primo gennaio del nuovo anno. E c’è da vedere se verrà confermato anche per il 2013 il blocco dei pignoramenti nelle Regioni sottoposte a Piano di rientro: sarebbe un provvedimento contradditorio rispetto al recepimento della direttiva, perché i ritardi più consistenti li registriamo proprio con quelle amministrazioni che lamentano deficit nei conti della Sanità».

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