Politica e Sanità
23 Novembre 2012I cittadini tra i 65 e i 74 anni in Italia sono pari al 10,3% della popolazione, mentre gli ultra settantacinquenni superano il 10%. Dati con cui occorre fare i conti visto che l’ufficio statistico europeo ha stimato che in Europa, entro il 2060, ci saranno solo due persone in età lavorativa (15-64 anni) per ogni persona oltre 65 anni, rispetto al rapporto di 4 a 1 di oggi. Il quadro emerge dal Libro Bianco 2012 “La salute dell’anziano e l’invecchiamento in buona salute: stato di salute, opportunità e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane”, redatto dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni dell’Università Cattolica di Roma e presentato al Senato. Secondo quanto emerge, «a livello territoriale, la regione caratterizzata da una elevata presenza di anziani e molto anziani è, ormai da tempo, la Liguria (rispettivamente, 13,0% e 13,9%). In Campania, invece, il processo d’invecchiamento della popolazione si trova in una fase meno avanzata». Per quanto riguarda le principali cause di decesso in testa risultano tumori, malattie del sistema circolatorio, respiratorio, digerente (solo nella classe 65-74 anni) e le malattie endocrine, nutrizionali e metaboliche. Ma «nel periodo 2006-2008, si registra una riduzione della mortalità nettamente più marcata per gli uomini (210,49 per 10.000 vs 200,48 per 10.000) rispetto alle donne (104,64 per 10.000 vs 101,52 per 10.000)». In generale, «il 43% degli over 65enni dichiara di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche, con valori maggiori in Sardegna, Calabria e Umbria, regioni in cui più del 50% della popolazione intervistata dichiara di essere multicronica». Per quanto riguarda poi la copertura antinfluenzale negli ultra 65enni «in nessuna regione raggiunge i valori considerati ottimali (95%) dal Piano nazionale vaccini». La percentuale di anziani trattati in Assistenza domiciliare integrata, a livello nazionale, è pari all’84,1%, valore in crescita rispetto al 2008 (80,7%), ma per gli ultra 65enni, punto di riferimento è ancora la famiglia. In questo contesto, «gli anziani chiedono anche alla farmacia sempre più attenzione, servizi e anche consigli per risparmiare» spiega Gioacchino Nicolosi, vicepresidente Federfarma. «Alla farmacia chiedono aiuto per muoversi all’interno di un sistema complesso, articolato e diversificato sul territorio qual è il Servizio sanitario nazionale e la farmacia si sta organizzando per dare risposte sempre più adeguate». Ma, continua Nicolosi, «per meglio rispondere alle richieste di salute della popolazione anziana, la più fragile, è necessario procedere rapidamente al rinnovo della convenzione tra farmacie e servizio sanitario, con l’obiettivo di definire le modalità di erogazione dei servizi in maniera omogenea sul territorio. Per sviluppare nuovi modelli di assistenza, per interagire con le altre strutture del Ssn è anche necessario che sia applicata la nuova remunerazione delle farmacie».
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