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Politica e Sanità

03 Dicembre 2012

Paolo Chiesi: in Italia innovazione biomedica condizionata


«Nel nostro Paese, le difficoltà di accesso al mercato dei prodotti innovativi, la tendenza a disconoscere il valore del marchio e la mancanza di incentivi alla ricerca, condizionano negativamente l’innovazione biomedica, mentre la remunerazione dei farmaci è ai minimi europei». Con queste parole Paolo Chiesi, vice presidente e direttore R&D di Chiesi Farmaceutici, ha voluto chiudere la sua lettura magistrale nel corso del Premio Tagliacarne che lo scorso venerdì a Milano l’Aism (Associazione italiana marketing) ha consegnato proprio all’azienda di Parma. Un intervento nel quale più volte sono state ribadite le difficoltà in cui oggi di trova a operare il comparto farmaceutico: «Il nostro settore sta vivendo profondi cambiamenti» ha sottolineato Chiesi. «Le difficoltà di mettere a punto farmaci innovativi per le terapie di primary care ad ampia diffusione, in cui i meccanismi di azione più comuni sono stati quasi tutti ampiamente esplorati, rendono molto più impegnativo ottenere risultati positivi nella ricerca. A ciò si aggiunga, in molti Paesi, una richiesta di evidenza di superiorità clinica che rende difficile dimostrare la validità delle nuove terapie, se non ricorrendo a studi con casistiche cliniche numerosissime e, ovviamente, molto costose e di grande rischio. Infine si assiste, anche come effetto della crisi economica che stiamo attraversando, a una pressione crescente, da parte dei Governi, per ridurre in ogni modo il costo delle terapie».
Il modello proposto da Chiesi per far fronte alle sfide del prossimo futuro è quello di concentrarsi in aree specifiche, conseguendo un grado crescente di conoscenze scientifiche e tecnologiche in pochi settori terapeutici.
«Noi siamo decisi a mantenere, anche in futuro, la nostra strategia di crescita come azienda italiana» ha concluso Chiesi. «Tuttavia ribadiamo con forza la necessità che l’industria farmaceutica operante in Italia sia correttamente apprezzata come contributore alla salute, ma anche all’economia del Paese, e che si passi rapidamente dalle parole ai fatti in questa direzione».

Nicola Miglino

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