Politica e Sanità
20 Dicembre 2012È ancora troppo presto per valutare se gli italiani si stanno vaccinando contro l''influenza meno, rispetto allo scorso anno, e che impatto potrà avere il fenomeno sull''andamento stagionale della malattia. Commenta così, Stefania Salmaso direttore del Centro nazionale di epidemiologia dell''Istituto superiore di sanità, i dati di vendita dei vaccini antinfluenzali nelle farmacie, diffusi dalla Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), che segnano un -22% in novembre, -56% in ottobre, rispetto al 2011. Mancano ancora i dati provenienti dai presidi pubblici, ma si confermasse la diminuzione , bisognerà poi valutare se sarà accompagnata da una maggiore intensità della malattia e delle sue conseguenze. «È presto per dire se le vaccinazioni antinfluenzali siano in calo, anzi» afferma l''esperta «al momento non abbiamo segnalazioni di una reale diminuzione delle vaccinazioni». E aggiunge: «L''andamento attuale delle sindromi influenzali è simile all''anno scorso e l''incidenza è ancora al livello di base. I dati osservati ora non possonoessere correlati a un eventuale calo delle vaccinazioni poiché la campagnadi offerta delle vaccinazioni è iniziata un pò ritardo ed ancora l''epidemia stagionale non è iniziata». Secondo Salmaso, inoltre, «i benefici delle vaccinazioni non vanno valutati con la sorveglianza sindromica di settimana in settimana. In base a quanto osservato negli anni passati, a parità di vacinazioni, il picco dell''epidemia stagionale è previsto alla fine di gennaio». E precisa: «Per la sanità pubblica, per altro, la reale efficacia della vaccinazione antinfluenzale e l''impatto della malattia, vanno misurati sugli effetti negativi, prevenibili con l''immunizzazione, nelle patologie gravi o croniche e sulle morti correlabili all''influenza. Ma questi hanno un''onda lunga che, quindi, ora non può essere valutata. Anche perché» aggiunge «la curva dell''incidenza dell''influenza dipende principalmente dalle sindromi che colpiscono bambini e adulti mentre gli effetti negativi prevenibili gravano sulla popolazione anziana o su soggetti con condizioni particolari di salute». Dunque, conclude l''esperta: «È presto per valutare i dati sulle vaccinazioni, gli effetti sulla curva dell''epidemia stagionale e sul burden dell''influenza. E non ci sono motivi per cui i medici non debbano offrire la vaccinazione alle categorie a rischio, in particolare malati cronici e anziani».
Simona Zazzetta
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
28/12/2019
Per contrastare la compravendita illegale di farmaci per uso veterinario il Ministero sta studiando un logo, un bollino di qualità sulla falsa riga di quanto fatto per le farmaciePer...
27/12/2019
La Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per il trattamento dell'artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severoLa Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per...
27/12/2019
Solo il 2% delle farmaciste donne possiede una farmacia nonostante rappresentino il 62% della forza lavoro, è quanto emerge dal sondaggio "Survey of registered pharmacy professionals 2019" del...
A cura di Lara Figini
27/12/2019
Acquistare i farmaci su internet attraverso siti non autorizzati è un fenomeno in continua crescita e l'unica arma per contrastarlo resta l'educazione sanitaria e l'orientamento dei cittadini...

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)