Politica e Sanità
20 Dicembre 2012«Un cavallo un po’ bizzarro che alla fine, però, ha dimostrato di essere domabile» è questa l’immagine cui fa ricorso il ministro della Salute Renato Balduzzi (foto) nella sua conferenza stampa di fine anno sanitario, per rappresentare la sanità italiana degli ultimi 10-15 anni. Il ministro ha approfittato dell’occasione per «fare chiarezza sui numeri della sanità» precisando come l’obiettivo sia stato quello di puntare «sulla capacità del sistema di auto controllarsi» e come ci siano «margini di inefficienza e spreco tuttora aggredibili». Inizialmente, ha spiegato Balduzzi, «sembrava di poter tenere indenne la sanità dalla spending review e dalla legge di stabilità, ma purtroppo la situazione economica non lo ha consentito, anche se abbiamo cercato di ridurre gli interventi al minimo». La sanità ha dato «un apporto importante nel complessivo processo di riequilibrio economico, ma ciò è stato fatto con attenzione, cercando» ha detto il ministro «di puntare su processi di riorganizzazione e razionalizzazione, ma non di riduzione dei servizi. Nel 2014 il minore finanziamento per il Servizio sanitario nazionale ammonterà a circa 8 miliardi di euro» ha chiarito il ministro. Quanto al 2013, invece, le risorse per la sanità ammonteranno a 106 miliardi. Un chiarimento necessario, secondo Balduzzi, a proposito della cifra invece riferita dalle regioni, secondo cui per il 2013 i tagli ammonteranno in totale a 30 miliardi. «Se ci fossero 30 miliardi in meno essendo le risorse per la sanità complessivamente pari a 100-110 miliardi, allora nel 2013 dovremmo avere 70-80 miliardi e invece ce ne saranno 106. Questi sono i dati» sottolinea. Gli 8 miliardi comprendono «anche 2 miliardi affidati all''ipotesi di nuovi ticket aggiuntivi». Anche se «su questo nodo nelle prossime settimane» spiega Balduzzi «presenteremo un documento politico di indirizzo» per la riforma dei ticket. Poi il ministro si è soffermato sulle Regioni evidenziando la necessità di incentivare la «condivisione tra Stato e Regioni» e come quella dei Piani di rientro regionali sia «una esperienza nel complesso positiva, ma tale condizione non deve estendersi». Infine un cenno ai Lea per i quali Balduzzi confida «di riuscire nei tempi previsti ad annunciare la proposta dei nuovi livelli essenziali di assistenza siamo alle ultime battute». Nella revisione dei Lea (sulla base dei quali si stabilisce il fabbisogno annuale del servizio sanitario), ci saranno, viene spiegato, gradi di “assestamento” per alcune patologie. Ad esempio la cataratta o il tunnel carpale non saranno più prestazioni ospedaliere ma ambulatoriali. L''aggiornamento dei Lea, come previsto dal decreto Balduzzi, deve arrivare entro il 31 dicembre di quest''anno e dovrà includere tra le nuove patologie anche la ludopatia.
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