Politica e Sanità
28 Febbraio 2013La transizione alla nuova piattaforma informativa dei registri dei farmaci oncologici sta creando qualche tensione: la Sifo (Società italiana di farmacia ospedaliera) in particolare lamenta all’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) di essere stata dal processo, dopo averne avuto parte decisiva nello sviluppo. Lo testimonia una lettera indirizzata a Luca Pani, direttore generale dell’Aifa, dal presidente della Sifo, Laura Fabrizio. L’esperienza dei registri dei farmaci oncologici sottoposti a monitoraggio intensivo, si legge « ha reso possibile la disponibilità, per i pazienti oncologici, di medicinali innovativi e costosi, per i quali al momento della loro autorizzazione all’immissione in commercio si rendeva necessario definirne ulteriormente il profilo di sicurezza ed efficacia». «Tutto questo» prosegue la missiva «è stato possibile grazie al coinvolgimento di numerosi attori e l''impegno indiscusso di Aifa, che lo ha condiviso, con la stretta collaborazione delle società scientifiche tra cui Aiom e Sifo in primis, con tutti gli operatori sanitari, che nel tempo ne hanno riconosciuto il valore e l’utilità». Ed ecco la nota dolente. «Stupisce dunque che, seppure in questa fase difficile di transizione nel passaggio al nuovo sistema informativo, siano stati esclusi i farmacisti, che alla loro realizzazione e sviluppo tanto hanno contribuito e creduto. Risulta inoltre, assai comprensibile lo scoraggiamento e il senso di frustrazione che gli operatori sanitari stanno vivendo attualmente, nel timore di vedere vanificati i risultati ottenuti a costi così elevati a fronte di rinnovate richieste di inserimento di dati con ulteriore aggravio del lavoro che ne deriva». In conclusione, la Sifo auspica:« il ripristino di un tavolo oncologico di lavoro che veda anche la presenza dei farmacisti ospedalieri; l’accesso al nuovo sistema informativo nel più breve tempo possibile allo scopo di ridurre disguidi che l’inserimento non contestuale di dati crea, con possibili ricadute anche economiche negative per le Asl; la fruibilità delle informazioni sino ad ora ottenute».
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