Politica e Sanità
07 Marzo 2013«Ormai la crisi occupazionale è sotto gli occhi di tutti e la relativa immunità del nostro settore si è andata via via annullando» lo sottolinea Andrea Mandelli (foto), presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani commentando le ricadute occupazionali della crisi per i farmacisti. «Un dato empirico ma significativo è il numero delle domande di lavoro pubblicate nel motore di ricerca degli Ordini della Regione Lombardia: a Maggio 2012 sono state pubblicate 55 richieste contro 18 offerte, a gennaio 2013 le richieste erano 202 e le offerte 15 » dice Mandelli, precisando come la Fofi si stia attivando per fronteggiare la situazione. «Innanzitutto abbiamo fatto opera di sensibilizzazione e formazione dei presidenti di Ordine su questo tema, così da migliorare le già buone capacità di sorveglianza sul territorio e di rapporto con le realtà produttive locali. Abbiamo però in cantiere anche un’altra iniziativa» prosegue Mandelli. «Vogliamo creare una job academy, un’occasione di formazione per i neolaureati che li metta in condizione di orientarsi al meglio nel mondo del lavoro e di presentarsi al meglio ai possibili datori di lavoro» Ma le iniziative della Fofi non si fermano qui. «si tratta di tradurre in pratica quanto avevano segnalato gli studi del nostro Osservatorio sul futuro della professione. In quelle ricerche sono state identificate diverse nuove posizioni per le quali il farmacista può competere con successo dopo aver integrato con alcune “skills” specifiche la sua formazione universitaria, la nostra job academy punta a creare uno spazio di formazione cogestito con le aziende e le istituzioni interessate. Questa linea di intervento nella formazione post-laurea deve in ogni caso essere affiancata da una più stringente regolazione del numero programmato nel corso di Laurea in Farmacia e da una revisione anche degli insegnamenti, del peso da attribuire ai diversi gruppi di discipline» continua il presidente Fofi.« Se il futuro spinge alla farmacia clinica e alla farmacia sociale, va da sé che l’insegnamento deve tenerne conto. Ma soprattutto, se il farmacista che opera nel servizio sanitario, nell’ospedale o nella farmacia di comunità, erogherà prestazioni al paziente, occorre che al “sapere” si affianchi il “saper fare”. È chiaro però» conclude il presidente della Fofi «che atti importanti debbono venire dalla politica: va definita in modo adeguato la riforma della remunerazione, va soprattutto avviata la riforma organica del servizio farmaceutico con l’implementazione dei nuovi servizi sociosanitari della farmacia. Chi pensa di aver chiuso questa partita, fondamentale per l’assistenza sanitaria in Italia, con l’apertura di nuove farmacie in uno scenario traballante commette un grave errore che pagheremo sia noi sia i cittadini».
Marco Malagutti
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