Politica e Sanità
12 Marzo 2013Risparmio, maggiore controllo sulle prescrizioni e nessuna complicazione per i pazienti sono questi i punti di forza della ricetta elettronica, segnalati dai farmacisti di Imola, dove è in corso la prima sperimentazione della regione in farmacie abilitate. I conteggi sul risparmio li commenta, sulla stampa locale, Alessandro Magnani, referente imolese di Federfarma: «Basti pensare che una ricetta rossa costa dai 50 centesimi a un euro e che anche le farmacie più piccole ne trattano 1.500 al mese. Eliminare questi costi è un grande passo verso il futuro». Secondo Magnani, inoltre, non ci sono aspetti critici per gli utenti sui quali non ci sarà impatto: il medico di base non consegnerà più al paziente il foglio di carta con la prescrizione, bensì un codice da presentare, insieme con la tessera sanitaria, in qualunque farmacia convenzionata dove il cittadino potrà ritirare i farmaci indicati. Inoltre, la digitalizzazione consentirà un maggiore controllo sulle prescrizione «perché siano corrette e proporzionate alle esigenze del paziente» aggiunge Magnani. L’unica difficoltà, sostiene, potrebbe presentarsi sul fronte dei medici: «Se i medici sono stati ben istruiti si parte subito, noi siamo pronti» afferma il rappresentante dei titolari «Bisogna capire solo se i computer dei medici sono abilitati». Nella fase di sperimentazione continuerà a far fede la ricetta cartacea, poiché l’eliminazione definitiva avverrà a luglio, quando, annunciano Assofarm e Federfarma « tutte le farmacie dell’Ausl imolese saranno in grado di gestire la ricetta elettronica». Si tratta di una rivoluzione, conclude Magnani, «il primo passo reale verso il fascicolo elettronico, in direzione del quale l’Europa si sta muovendo già da anni. È un orgoglio che Imola sia tra i primi comuni in Italia ad avviare il progetto».
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