Politica e Sanità
26 Marzo 2013Sono ancora in minoranza le regioni che hanno completato le nomine e reso pubblica la composizione delle commissione giudicanti nel concorso straordinario per nuove sedi farmaceutiche, e laddove è stato fatto non è agevole l’accesso al testo della determina. Sono queste alcune considerazioni comunicate da Maurizio Cini, vicepresidente di Utifar e docente presso il Dipartimento di farmacia e biotecnologie dell’Università di Bologna, che ha fatto il punto su un aspetto «poco trasparente» del concorso. In tutte le regioni, 14, in cui è stato pubblicato il bando, sono scaduti i termini per la presentazione delle domande, scrive in una nota l’esperto, ma finora solo per «Liguria, Lazio, Toscana, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Sicilia le commissioni sono reperibili sui siti regionali» e non tutte con la stessa facilità di accesso. «Delle altre non si ha notizia», aggiunge, eppure il decreto “Cresci Italia”, prevede che le commissioni siano nominate entro 30 giorni dalla pubblicazione dei bandi e cioè in coincidenza con la scadenza dei bandi stessi. «Perché così poca trasparenza? Perché tanto ritardo? Perché renderne difficile la divulgazione?» si interroga così Cini e più che dare risposte propone un riflessione sulle conseguenze: «Tale situazione provoca solo senso di diffidenza, di sospetto, alimenta il timore di “inciuci” tra titolari e regioni». Un clima che, secondo Cini, si aggrava laddove «l’elemento esterno al sistema, e cioè il professore universitario, è stato rimosso dalla composizione delle commissioni» (Toscana e Marche), ma anche nelle regioni in cui è previsto, non è stato reso pubblico il criterio di selezione. Infine, i criteri di valutazione dei titoli: «Le commissioni» afferma l’esperto «devono approvare i criteri comportamentali nella valutazione di quei titoli che non hanno, nel regolamento concorsuale, una valutazione precisa ma che è lasciata alla discrezionalità della commissione fissando solo il punteggio massimo. A quali titoli quotati verranno equiparati? Il voto di laurea verrà valutato attribuendo un punteggio dal 66/110 alla lode, oppure solo partendo da una votazione qualificata? Ebbene tali criteri, una volta stabiliti dovrebbero essere resi pubblici a pena di alimentare ulteriori sospetti».
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