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Politica e Sanità

30 Aprile 2013

Agenas, con nuovi ticket il sistema non reggerebbe


Andare oltre le soglie degli attuali ticket, con l''entrata in vigore di 2 miliardi di nuovi ticket a partire dal 1° gennaio 2014, è una misura che il sistema non reggerebbe e che metterebbe a rischio la natura pubblica e universale del servizio sanitario italiano. Lo ha affermato Giovanni Bissoni, presidente Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, commentando le emergenze che il nuovo governo dovrà affrontare al più presto, in primis quella dei nuovi ticket: la manovra varata nel 2011 dal governo Berlusconi ha previsto che dal 2014 le Regioni si accollino altri 2 miliardi di euro, oltre ai 4,5  miliardi già usciti dalle tasche degli italiani nel 2012, da recuperare attraverso la compartecipazione dei pazienti alle spese sanitarie. Secondo Bissoni, questa misura peggiorerebbe «quanto già sta accadendo nell''accesso alle cure: riduzione dell''accesso ai servizi, minori entrate per le casse delle Asl, spostamento sul privato di chi può permettersi di pagare, rinuncia alle cure dei non esenti, trasformati dalla crisi in nuovi poveri». Essendo il ticket «una compartecipazione di una quota minoritaria della popolazione, e per la fedeltà fiscale del Paese, non necessariamente la più abbiente» ha sottolineato «due miliardi hanno un impatto sulle persone paganti ben superiore alla stessa Imu o all''aggravio Iva, che sono all''attenzione del Presidente incaricato e delle forze politiche». Ma la soluzione non è certo scegliere se tenere l’Imu o pagare il ticket, ribadisce Cittadinanzattiva: «Sarebbe come chiedere ai cittadini se preferiscono un tipo di salasso o l’altro» ha commentato Antonio Gaudioso, segretario generale dell’Associazione. La questione ticket andrebbe ampliata a quella più generale dell''equità fiscale: «Di fatto» ha spiegato Gaudioso «pagherebbero di più quelli che già pagano le tasse e i costi della crisi. Tutto ciò è inaccettabile, oltre che insostenibile: il ticket è solo una parte di un fardello di costi che le famiglie stanno già affrontando, e che sua volta si sta traducendo in una spirale pericolosa». Attualmente, la riforma sui ticket è ferma dopo il nulla di fatto dell’ipotesi di una sistema a franchigia in base al reddito o all''Isee, e il nuovo governo avrà pochi mesi di tempo per trovare una soluzione.

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