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Politica e Sanità

14 Maggio 2013

Diabetologi in rivolta: no alle limitazioni terapia proposte dall’Aifa


I diabetologi insorgono contro l’Aifa che sta proponendo “per motivi non di natura clinica, ma meramente economica" l’introduzione di “restrizioni prescrittive che impedirebbero ”a molti soggetti fragili, a rischio di crisi ipoglicemiche potenzialmente fatali, di poter godere di vantaggi offerti da trattamenti innovativi”. In una lettera aperta rivolta al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e al direttore generale dell’Aifa, Luca Pani, i presidenti di Amd (Associazione medici diabetologi) Carlo Bruno Giorda, Sid (Società italiana di diabetologia) Stefano Del Prato e Diabete Italia, Salvatore Caputo, “esprimono forte disagio e contrarietà per le decisioni che l’Agenzia starebbe per assumere in tema di prescrivibilità dei farmaci incretinici (inibitori del DPP-4 e agonisti del GLP-1).” Fanno notare che, dal punto di vista “scientifico, le decisioni assunte sono in netto contrasto con i dettami delle linee guida nazionali e internazionali, oltre che con la filosofia della ‘personalizzazione’ del trattamento che le medesime organizzazioni indicano come via da perseguire”. Il disappunto deriva inoltre dal fatto che tali restrizioni “sono definite senza aver consultato le società scientifiche diabetologiche, né le associazioni dei pazienti”. Pertanto Amd, Sid e Diabete Italia chiedono "l''interruzione del processo di revisione delle indicazioni e l''apertura di un tavolo di consultazione per contribuire in maniera condivisa all''ottimizzazione della prescrivibilità delle terapie basate sulle incretine". Nella missiva non si indicano però i criteri prescrittivi che l’Aifa intende adottare. Secondo alcune indiscrezioni è fissato un range di HbA1C tra 7,5 e 8,5 entro cui si possono usare tali farmaci (considerando un valore superiore a 8,5 arbitrariamente trattabile solo con insulina); inoltre, per l’erogazione occorre che il medico ravvisi almeno un episodio di severa ipoglicemia nell’anno precedente, implicando così il rischio di sospensione della patente per un anno.

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