Politica e Sanità
27 Maggio 2013Nei primi mesi del 2013 la spesa farmaceutica convenzionata della Sardegna ha registrato un calo maggiore rispetto a quello del 2012 ed è questo il primo risultato di un percorso di collaborazione tra Federfarma regionale, Asl e Regione. Sono queste le considerazioni espresse da Giorgio Congiu, presidente regionale dei titolari di farmacia, intervenendo nel dibattito sui dati regionali di spesa farmaceutica che nel 2012 è calata del 3,5% rispetto al 2011, con una diminuzione meno rilevante se rapportata al territorio nazionale. Secondo Congiu le valutazioni sui dati del 2012 devono tenere conto di alcune peculiarità della Sardegna: «La nostra è tra le 5 Regioni che non applicano il ticket fisso sui farmaci e sulle ricette a carico del cittadino. Se si dovesse introdurre, la spesa farmaceutica diminuirebbe dagli 8 ai 10 punti percentuali e nelle casse regionali entrerebbero dai 30 ai 35 milioni di euro. Ma c’è la volontà di non caricare sui cittadini tale aggravio di costi». Inoltre, non va dimenticato, aggiunge, che «c’è stata un’interruzione per 6 mesi della gara internazionale a causa dello spostamento della Dpc dalla Asl 8 alla Asl 1 di Sassari, con un aumento dei costi per il fondo sanitario». Ma da gennaio si registra un’inversione di tendenza nella spesa farmaceutica territoriale: «Siamo riusciti a ottenere una calo di 9 punti percentuali sul lordo della spesa convenzionata, e di 10-11 punti sul netto con un aumento praticamente nullo del numero di ricette, +0,50%. Per quanto riguarda la Dpc, pur registrando un aumento del 40% del numero di confezioni erogate, c’è stato una calo dei costi grazie a una gara del 2012 che ha permesso di avere prezzi più bassi, anche di un solo euro a pezzo. In questo modo nel 2013 si recupereranno 15-20 milioni di euro sulla spesa convenziona evitando anche per il 2013 di introdurre il ticket sui farmaci». Tuttavia, spiega Congiu, mancano ancora i dati regionali sulla distribuzione diretta: «Da gennaio si riunisce ogni mese un tavolo tecnico di lavoro che ha permesso di ridurre la spesa grazie a iniziative condivise, ma mancano i dati sulla distribuzione diretta, sia del 2012 sia del 2013, che ci auguriamo resti bassa. Se così non fosse, questo percorso condiviso fatto finora andrebbe messo in discussione, poiché in questo sistema c’è un controllo sulla spesa da parte della Regione, ma chi controlla i controllori?». (S.Z.)
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