Politica e Sanità
24 Giugno 2013Il settore dei farmaci da banco è in difficoltà e le liberalizzazioni, almeno quelle fatte fino ad ora, non hanno contribuito a migliorare la situazione. Lo conferma a Farmacista33 Stefano Brovelli, presidente di Assosalute (ex Anifa), l’associazione che rappresenta il farmaco di automedicazione e che da poco ha cambiato nome. Le vie d’uscita? Allargare la disponibilità di farmaci di automedicazione a nuove classi terapeutiche e a nuove categorie e assicurare maggiore visibilità a questi farmaci.
2012 Anno amaro per i farmaci da banco. Come mai? Quali gli aspetti critici?
Purtroppo sì, il 2012 si è chiuso con un pesante -3,7%, e purtroppo i primi tre mesi del 2013 non fanno che confermare questo trend negativo. Questo calo risente senza dubbio della crisi in atto a livello complessivo, ma è anche dovuto a ragioni specifiche, che ostacolano un reale e appropriato sviluppo del settore.
In particolare mi riferisco alla necessità che al farmaco di automedicazione sia assicurata maggiore visibilità, maggiore fiducia, direi, in modo tale che possa effettivamente esplicare la propria funzione, sia di rimedio indicato per il trattamento delle lievi patologie, sia come elemento di contributo al Servizio Sanitario Nazionale.
Effetto inesistente delle liberalizzazioni. Si sarebbe dovuto fare di più? Lo “switch” delle 300 molecole non è stato sufficiente?
Gli effetti pratici di questo “switch” sono stati pressoché nulli sul settore Otc, perché si è trattato di una riclassificazione a Sop, cioè farmaci senza ricetta ma senza possibilità di fare comunicazione al pubblico. E questa è un’anomalia tutta italiana, che non trova riscontro nella normativa europea e che, di fatto, impedisce al settore Otc di esplicare quelle funzioni che prima dicevo.
Per converso, invece, queste liberalizzazioni dimostrano anche che c’è spazio per l’automedicazione. Occorre agire su questo fronte, allargando la disponibilità di farmaci di automedicazione a nuove classi terapeutiche, a nuove categorie.
L’Associazione ha recentemente cambiato nome, quali le ragioni di questa scelta?
Assosalute si propone come punto di riferimento per cittadini, autorità, operatori sanitari (medici e farmacisti) per lo sviluppo dell’autocura a fronte di uno scenario che vede, da una parte, una crescita progressiva della domanda di salute (di cui l’invecchiamento della popolazione è uno dei driver principali) e, dall’altra, la difficoltà a trovare risorse pubbliche in grado di garantire la sostenibilità del sistema sanitario pubblico.
L’Associazione, che rappresenta il farmaco di automedicazione, ha proposte concrete per rispondere a questo nuovo scenario, grazie alla sua capacità di non incidere sui costi del sistema sanitario e di poter comunicare direttamente ai cittadini. Una completa apertura alla comunicazione e all’informazione al pubblico per tutti i farmaci che non richiedono la prescrizione medica, una crescente disponibilità di farmaci per la cura di piccole patologie e per la prevenzione, procedure di registrazione veloci e semplificate, campagne dirette al cittadino per sviluppare una forte propensione alla autocura, sono tutte iniziative che hanno costi limitati e che possono avere nel medio-lungo termine impatti positivi per la salute dei cittadini e il sistema sanitario, lasciando al medico la possibilità di concentrarsi di più sulle patologie più gravi, e rafforzando il ruolo del farmacista nell’interazione con il pubblico sui piccoli disturbi. Si tratta in sintesi di un progetto semplice, di grande impatto e che non richiede risorse pubbliche, se non l’impegno politico e la volontà di portarlo avanti.
Marco Malagutti
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
28/12/2019
Per contrastare la compravendita illegale di farmaci per uso veterinario il Ministero sta studiando un logo, un bollino di qualità sulla falsa riga di quanto fatto per le farmaciePer...
27/12/2019
La Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per il trattamento dell'artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severoLa Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per...
27/12/2019
Solo il 2% delle farmaciste donne possiede una farmacia nonostante rappresentino il 62% della forza lavoro, è quanto emerge dal sondaggio "Survey of registered pharmacy professionals 2019" del...
A cura di Lara Figini
27/12/2019
Acquistare i farmaci su internet attraverso siti non autorizzati è un fenomeno in continua crescita e l'unica arma per contrastarlo resta l'educazione sanitaria e l'orientamento dei cittadini...

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)