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Politica e Sanità

01 Luglio 2013

Screening del diabete in farmacie gallesi. Amd: dubbi sul test


In Gran Bretagna si allunga la lista di servizi avanzati che i farmacisti potrebbero offrire: l’ultima proposta della National assembly del Comitato gallese è uno screening del diabete con il test per la misurazione dell’emoglobina glicata (HbA1c). Ci sono i dati positivi di una recente iniziativa, il Diabetes UK Cymru, nel corso della quale 20.000 persone in 10 giorni sono state sottoposte a screening da parte dei farmacisti sul territorio: è risultato che il 5% dei gallesi è affetto da diabete e altre 350.000 persone hanno livelli di glicemia più elevati del normale o già pre-diabetici. Gli esperti hanno così concluso che «si dovrebbe includere il test dell’HbA1c come servizio avanzato all’interno della piattaforma contrattuale della farmacia». D’accordo la National pharmacy association (Npa), il rappresentante gallese Steve Simmonds ha dichiarato «siamo contenti di questa proposta e del fatto che riconosce il ruolo che le farmacie sul territorio possono avere. Tuttavia c’è un preoccupante scollamento tra le intenzioni strategiche a livello nazionale, di riconoscere un ruolo alla farmacia nel programma sanitario di check up per gli ultra 50enni, e i gruppi coinvolti nella stesura del programma che sembrano procedere senza alcuna intenzione di coinvolgere i farmacisti». Perplessità su metodo le esprime Antonio Ceriello, presidente dell''Associazione medici diabetologi, docente e ricercatore di fama internazionale, che interviene sull’opportunità di dosare l’emoglobina glicata: «Sono scettico per almeno due motivi. Il primo è di ordine clinico: nonostante il sostegno iniziale da parte dell’Fda, il valore diagnostico dell’HbA1c non è ancora confermato su base unanime. Personalmente so che il test “perde” molti casi di diabete, diagnosticati, invece, con analisi più attendibili della glicemia a digiuno e della curva da carico orale di glucosio, che identificano anche i casi di pre-diabete. In secondo luogo ci sarebbe un problema metodologico, legato all’apparecchiatura portatile da utilizzare in farmacia, che non ha dimostrato di poter fornire valori corrispondenti a quelli rilevati in laboratorio».

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