Politica e Sanità
04 Luglio 2013Pertuzumab e Anflibercept due antitumorali diventati famosi perché chi vuole se li deve pagare ( dai 4000 ai 6000 € per 3 settimane). L’intento del decreto Balduzzi di rendere disponibile un farmaco anche prima della contrattazione dell’Aifa con le Aziende poteva anche avere un intento positivo ma rischia di creare più polemiche che vantaggi. Sono pazienti affetti da tumore non da ipertensione o diabete. Questa è solo la punte dell’iceberg. Che cosa succede nella realtà di tutti i giorni quella che non arriva agli onori della cronaca? L’Azienda presenta il dossier registrativo di un farmaco all’Aifa che tramite la Commissione Tecnico Scientifica (Cts) lo valuta e se lo ritiene idoneo passa la pratica al Cpr (Comitato Prezzi e Rimborsi). Si contratta prezzo e rimborsabilità e se tutto va bene pubblicazione in Gazzetta e disponibilità. Ma disponibile per chi? Per nessuno. Comincia qui la fase 2 che in alcune regioni può durare anche anni. Il Farmaco approvato dai massimi esperti italiani del farmaco deve essere inserito nei Prontuari Ospedalieri prima della regione e poi degli ospedali e/o delle Aree Vaste. Si devono riunire le commissioni che devono esaminare relazioni,documentazioni ecc. ecc. per poi procedere all’inserimento nel Prontuario Regionale. Ma non lo aveva già fatto l’Aifa? Misteri. E le commissioni quando si riuniscono. Alcune regioni virtuose provvedono all’aggiornamento almeno ogni 6 mesi come suggerito dall’accordo Stato Regioni del novembre 2010, in altre bisogna aspettare anche anni! Pur non volendo scomodare la gerarchia delle fonti, caposaldo del nostro diritto, ma sembra logico che una commissione regionale debba rifare lo stesso percorso fatto da professionisti a dir poco altrettanto esperti a livello centrale. I farmaci nuovi costano, se si inseriscono aumenta la spesa e se ritardiamo risparmiamo. E che poi il paziente aspetti o, in molti casi, si “stanchi” di aspettare e passi a miglior vita pazienza. A pensar male forse si fa peccato ma spesso ci si indovina…….
Carlo Ranaudo
Docente di Analisi di mercato, Università Federico II Napoli
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