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Politica e Sanità

05 Luglio 2013

Export parallelo a Roma, esposto Federfarma a Procura


Le esportazioni parallele di farmaci in mercati più redditizi, come quelli di Inghilterra e Germania, sta provocando il contingentamento e la conseguente carenza di molti farmaci, con gravissimi rischi per la salute dei cittadini, costretti addirittura a interrompere la terapia. la denuncia arriva da Federfarma Roma, che ieri ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per denunciare «le gravi carenze sul territorio» e in alcuni casi «l''irreperibilità per lunghi periodi (più di 20 giorni) di alcuni farmaci», in particolar modo quelli innovativi, ad elevato valore terapeutico, ad alto costo e senza un equivalente alternativo. Lo ha reso noto la Federazione con una nota stampa in cui si sottolinea che «l’elenco dei farmaci irreperibili o carenti segnalato dalle farmacie si allunga infatti ogni giorno: si va da un farmaco utilizzato per trattare il dolore neuropatico e il disturbo d’ansia generalizzata, ad alcuni antidepressivi, antiepilettici fino a medicinali fondamentali per la cura di malattie degenerative, come il morbo di Parkinson». Secondo il presidente di Federfarma Roma, Franco Caprino, il vantaggio per chi opera nel parallel trade «è solamente economico e dettato dalla plusvalenza, visto che l''esportazione avverrà solo per quei farmaci che in Italia hanno un prezzo al pubblico/farmacia inferiore rispetto a quello di altri Paesi». In questa situazione le aziende contingentano i farmaci distribuiti, ribadisce Caprino e inviano «solo il quantitativo ritenuto sufficiente a soddisfare le richieste di mercato, ma considerata la difficoltà di individuare chi esporta, molti di questi farmaci vengono “distratti” e destinati all’esportazione parallela, causando così gravi carenze sul territorio».  Insufficienti, secondo Federfarma, «i servizi di urgenza attivati dalle aziende, che consentono di consegnare 1 o 2 pezzi a farmacia per richiesta», poiché non coprono il fabbisogno dei cittadini. «Il fenomeno non riguarda solo Roma ma tutta Italia» conclude Caprino «e il nostro Governo non può permettere che nel nostro Paese vengano a mancare i farmaci necessari per la cura dei cittadini, mettendo a serio rischio la loro salute».

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