Politica e Sanità
09 Luglio 2013Un incontro «schietto ma costruttivo» per fare il punto sulle problematiche aperte. Così il Movimento nazionale liberi farmacisti commenta l’incontro tenutosi ieri mattina con il Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani Andrea Mandelli e il Comitato Centrale Fofi. «Pur rimanendo ferme le posizioni sul libero esercizio della professione e la necessità di liberalizzare i farmaci di fascia C con la nascita della farmacia non convenzionata», sottolinea la nota Mnlf, «il confronto ha toccato molteplici aspetti "critici" della professione». Il Movimento ha ribadito il proprio no al numero chiuso o programmato per l''accesso alla facoltà di farmacia, ma al contempo si è detto pronto a lavorare per modificare il corso di studi indirizzando la preparazione dello studente verso profili più clinici che teorici ponendo, al contempo, maggiore attenzione alle nuove biotecnologie applicate alla farmaceutica. Al Presidente Fofi e al Comitato Centrale è stato consegnato un memorandum dove in sintesi sono riportate le principali problematiche dei professionisti e vengono inoltrati quesiti alla Fofi, con particolare attenzione per la situazione «in cui sono costretti a operare i farmacisti non titolari: dal fallimento del concorso straordinario ai livelli retributivi tra i più bassi in Europa, dalle difficoltà delle parafarmacie alla dispensazione senza la prevista ricetta medica di molti farmaci ad alto rischio» Infine il capitolo contratto che, secondo Mnlf, a fronte di ventimila firme raccolte, dovrebbe essere spostato «da quello del commercio a uno afferente il campo sanitario». Il Mnlf ha proposto alla Fofi l''adozione, come accade in altri Paesi, di apposite linee guida per vari aspetti delle prestazioni professionali e ha spronato l''Ordine Nazionale ha cercare nuovi sbocchi occupazionali anche fuori dal contesto della farmacia. Infine, si conclude la nota, ha ribadito la necessità di rivedere il rapporto degli iscritti all''Ordine con l''Enpaf e a posto sul tavolo il problema della rappresentanza. «È necessario - si legge nel documento - cambiare le modalità elettive all''Ordine, perché il sistema d''investitura non è più in grado di rappresentare la molteplice realtà degli iscritti all''Ordine, dobbiamo garantire governabilità dell''Istituzione ma anche legittima e democratica rappresentanza di tutte le componenti».
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