Politica e Sanità
10 Luglio 2013Ancora una volta il Tribunale amministrativo del Lazio ha dato ragione alle farmacie in tema di farmaci riclassificati in Pht per una determina dell’Aifa. Alcuni mesi fa è stata la volta delle eparine, questa volta di teriparatide, in entrambi i casi la determina emessa dall’Aifa è stata impugnata da Federfarma con una richiesta di sospensione, accolta dai giudici amministrativi con ordinanze sospensive. La più recente, relativa a teriparatide è stata emessa la scorsa settimana, mentre la vicenda delle eparine risale allo scorso aprile. «In entrambi i casi» ha commentato Andrea Cicconetti, segretario di Federfarma «è stato riconosciuto dal Tar che la determina dell’Aifa è nata da motivazioni economiche e non da valutazioni di tipo clinico. Quando, invece, le finalità del Pht dovrebbero essere prevalentemente a carattere clinico, dal momento che, per definizione include farmaci di continuità terapeutica, come possono esserlo gli antitumorali. È stato quindi improprio» prosegue Cicconetti «voler inserire prima le eparine e poi teriparatide in questo prontuario, poiché sono farmaci che devono essere immediatamente disponibili sul territorio, anche per somministrazioni di urgenza. Il Tar ci ha dato ragione e come accaduto per le eparine, anche teriparatide torna a essere distribuito tramite le farmacie territoriali, ma non senza danni e disservizi, per le farmacie e per i pazienti, causati dai vari passaggi». Federfarma ha già provveduto a informare le rappresentanze territoriali della decisione del Tar affinché aggiornino le autorità regionali sulle sospensiva e chiedano l’immediato ripristino della distribuzione del farmaco in convenzionata, sottolinea Cicconetti, «ma nelle Regioni in cui è stata attivata subito la distribuzione diretta o per conto per avere risparmi immediati, ci sono stati disservizi per l’utenza costretta a dover attendere per poter avere il farmaco prescritto dal proprio medico. Ma anche danno economico per le farmacie, le quali per esempio, con l’uscita delle eparine che hanno una certa importanza terapeutica sul territorio, hanno perso da 3 a 4mila euro al mese. Nel caso di teriparatide, tuttavia, il Lazio aveva deciso di attendere la pronuncia del Tar prima di attivare la diretta e la dpc. Bisognerà valutare come è andata laddove invece sono state avviate». La sospensiva, chiarisce Federfarma, non ha valore per quelle Regioni che avevano già provveduto a riclassificare teriparatide in Pht prima della determina Aifa di febbraio, ma le motivazioni addotte dal Tar potrebbero comunque fornire alle Federfarma locali gli argomenti con cui sostenere la richiesta di una revisione delle delibere regionali.
Simona Zazzetta
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