Politica e Sanità
10 Settembre 2013Remunerazione, iniziative anti-contraffazione, dossier farmaceutico e revisione del prontuario. Sono molti i capitoli aperti destinati, almeno negli auspici dei farmacisti, a chiudersi a breve e ad aumentare il peso della professione nel Servizio sanitario nazionale. Il primo è l’annoso capitolo della remunerazione per la distribuzione dei farmaci. Una pagina che, come anticipato da Farmacista33, secondo i bene informati è prossima alla chiusura con l’introduzione di un sistema che, per le competenze economiche spettanti ai farmacisti, preveda un onorario professionale indipendentemente dalle vendite. «Siamo determinati ad arrivare alla conclusione, anche se non abbiamo certezze sui tempi» conferma Annarosa Racca (foto). «D’altro canto è uno dei nostri obiettivi da tempi non sospetti e contiamo su una conclusione entro l’anno. Del resto» continua «ridefinire i criteri per la remunerazione significa adattarsi ai tempi che cambiano e ridare fiato al comparto». Un altro capitolo spinoso è quello della contraffazione dei farmaci, un tema sul quale è atteso il recepimento di una direttiva comunitaria. Un testo che, tra le altre cose, prevede maggiori controlli sulle vendite online. «Al momento non esiste il problema della contraffazione sul nostro territorio ed è fondamentale continuare a offrire garanzie ai cittadini» sottolinea Racca. «Da questo punto di vista va sottolineato l’ottimo lavoro dei Nas a tutela dei cittadini italiani». Tra gli sviluppi imminenti per la professione da registrare l’introduzione del dossier farmaceutico nel fascicolo sanitario elettronico, come previsto da un emendamento al decreto “Fare”. «Dovrebbe partire tra meno di un anno e consentirà al medico di conoscere quali farmaci vengono utilizzati dal paziente», spiega Andrea Mandelli (Pdl), presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti, autore dell''emendamento. Con l''autunno, infine, dovrebbe arrivare poi l''accordo per la revisione del prontuario farmaceutico, ovvero dell''elenco dei farmaci rimborsabili. Il provvedimento, introdotto dal decreto Balduzzi, prevede il collocamento in fascia C dei farmaci terapeuticamente superati, ma anche la disponibilità immediata di quelli innovativi (M.M.)
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