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Politica e Sanità

11 Settembre 2013

Aggiornamento per farmacisti: servono garanzie di serietà


Il Sistema di sviluppo professionale continuo (Cpd) che i farmacisti britannici utilizzano attualmente non garantisce che l’insegnamento a cui si sottopongono sia efficace. È quanto ha detto Duncan Rudkin, direttore esecutivo e cancelliere del General pharmaceutical council (GPhC), nel suo intervento a Dublino al Congresso farmaceutico mondiale della International pharmaceutical federation (Fip). Il GPhC sta lavorando con le parti interessate in Inghilterra, Scozia e Galles per mettere a punto uno schema alternativo: «Dobbiamo raggiungere» ha spiegato Rudkin «il giusto equilibrio tra consentire ai farmacisti di praticare la professione e, allo stesso tempo, assicurarci che siano preparati per esercitare la professione. È necessario che gli organi di controllo possano acquisire testimonianze certe sulle ricadute concrete del Cpd». Una situazione non molto diversa da quella italiana, ci ha detto Felice Ribaldone, membro della Commissione Ecm e del consiglio direttivo della Fofi: «Condivido alcune delle critiche al sistema Ecm britannico, che è abbastanza simile al nostro, anche se in primo luogo ritengo che l’aggiornamento del farmacista debba garantire benefici certi per gli utenti-pazienti. Da qui la necessità di operare una scelta oculata dei corsi Ecm, senza lasciare che l’offerta formativa sia affidata all’iniziativa dei singoli provider. Una necessità che ci porta a chiedere per le Federazioni e gli Ordini sanitari un ruolo differente, che è quello di essere programmatori della formazione e certificatori, perché i corsi di aggiornamento devono avere un riconoscimento istituzionale. Inoltre è necessario un maggior coinvolgimento della nostra università, vale a dire che gli atenei dovranno farsi carico anche delle esigenze formative post-laurea. Infine» ha concluso Ribaldone «ma non meno importante, l’offerta formativa dovrà essere presentata con il dovuto rispetto. Si rivolge, infatti, a persone già laureate, magari con molti anni di esperienza professionale alle spalle, che possono aver maturato nuove esigenze formative, per esempio in area medicina non convenzionali, ma non per questo hanno tempo da perdere. È importante ricordarsene, quando si pianifica un corso di aggiornamento, che va costruito a completamento e arricchimento di una cultura professionale e personale già esistente». (E.L.)

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